In stazione a sostegno dei No-Tav: Potere al popolo si mobilita per Nicoletta Dosio

La storica militante di 73 anni è stata arrestata la sera del 30 dicembre dopo una condanna per fatti risalenti al 2012. Immediata la solidarietà degli attivisti padovani

Il sit in davanti alla stazione ferroviaria

É un vero e proprio appello alla mobilitazione a sostegno dei No-Tav e di Nicoletta Dosio, che da oltre trent'anni si batte contro l'Alta velocità in val di Susa, dove ha sempre vissuto.

I fatti

Nel pomeriggio del 31 dicembre, il giorno dopo l'arresto, una manciata di attivisti di Potere al popolo Padova si sono presentati nel piazzale antistante la stazione ferroviaria del capoluogo. Con uno striscione che recava la scritta "Nicoletta libera, No-Tav liberi" hanno imbastito un sit in per gridare la propria contrarietà alla carcerazione dell'anziana donna. «Questo movimento è stato colpito da una repressione feroce, è stato denigrato dall’ironia di chi l’ha liquidato come il “partito del no”. Ma il no che in questi anni ha gridato (e continua a gridare) Nicoletta, insieme al popolo con cui ha condiviso la lotta, è un enorme sì: è un sì all’ambiente, alla partecipazione, alla democrazia, alla solidarietà, alla libertà. Un sì che nessun governo e nessuna repressione riuscirà a soffocare» spiegano gli attivisti.

La causa

«Tav è un’opera mortale: devasta un territorio, uccide una comunità, compromette un intero ecosistema. Ogni cittadino e cittadina che ha a cuore valori fondamentali come la democrazia e la libertà non può restare indifferente di fronte all’ennesima ingiustizia contro chi difende un territorio dalla devastazione» hanno aggiunto gli attivisti che da lunedì prossimo Potere al popolo organizzeranno presidi e manifestazioni di solidarietà.

La condanna

Nicoletta Dosio, 73 anni, è una delle figure più note del movimento No-Tav. É stata arrestata la sera del 30 dicembre dopo aver rifiutato le misure alternative in seguito alla condanna per aver partecipato nel 2012 a una mobilitazione nella quale, con circa duecento altri attivisti, forzarono il casello di Avigliana lungo l’autostrada Torino-Bardonecchia del Frejus, permettendo il passaggio dei veicoli senza il pagamento del pedaggio. Dopo la condanna, il termine per chiedere le misure alternative al carcere scadeva l'11 novembre, ma Dosio ha scelto di non presentare richiesta. Il 30 dicembre i carabinieri l'hanno prelevata e per lei si aprono ora le porte del carcere, dove sconterà un anno di reclusione. Per la Corte d'appello di Torino gli attivisti avrebbero costretto alcuni automobilisti ad attraversare il casello (causando al gestore della rete viaria un ammanco di 777 euro) e interrotto il pubblico servizio della riscossione.

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La protesta

«Si tratta di reati per i quali è prevista una pena minima di 15 giorni di reclusione, mentre la pena comminata a Nicoletta è di un anno» polemizza Potere al popolo. Il motivo? Il "collegamento degli imputati con l’ala più radicale e violenta del movimento No-Tav e, di conseguenza, la pericolosità sociale“ si legge nella sentenza di appello. «Si punisce la persona per quello che è e che rappresenta e non per quello che ha fatto, risultando evidente che si tratta di un ingiustificato accanimento» concludono gli attivisti.

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