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Lunedì, 27 Giugno 2022
Cronaca

Lutto nel mondo del canottaggio: si è spento Piero Carletto

Si è spento lo scorso sabato a soli 59 anni Piero Carletto, olimpionico di canottaggio a Seul 1988, morto a causa di un brutto male al pari dell'amata moglie Lara, scomparsa quindici mesi fa

Il destino li aveva sì fatti unire, ma aveva riservato loro anche qualcosa di molto peggio: si è spento lo scorso sabato a soli 59 anni Piero Carletto, olimpionico di canottaggio a Seul 1988, morto a causa di un brutto male al pari dell'amata moglie Lara, scomparsa quindici mesi fa.

Piero Carletto

Una doppia tragedia che ha lasciato sgomenti i membri del circolo Canottieri Padova, dove Piero amava recarsi. E proprio la Canottieri ha voluto dedicare allo sportivo un lungo post su Facebook: "A un anno dalla scomparsa della moglie Lara, Piero Carletto, classe 1963, si è spento sabato 14 maggio dopo una lotta per la vita che tanto amava. Un campione, un amico, un padre con una passione infinita per la famiglia, per le persone, per il lavoro e per lo sport. Piero, ex atleta e socio della Canottieri Padova, ha partecipato ai Giochi Olimpici di Seul 1988 a bordo dell’ammiraglia azzurra, piazzandosi al settimo posto. Durante la sua carriera agonistica in maglia azzurra dal 1981 al 1990 è stato campione italiano in singolo junior e selezionato come singolista per i mondiali junior in Bulgaria, a cui rinunciò per motivi di studio; ha preso parte a tre Match des Seniores e nel 1985 ha vinto l’oro nel quattro senza. Ha partecipato anche a tre Campionati del Mondo assoluti e a Copenaghen 1987, in otto fuoriscalmo, vinse la medaglia di bronzo. Sempre nel 1987 alle Universiadi di Zagabria vinse la medaglia d’oro, ancora in otto. Piero Carletto è ricordato come uno specialista dell’ammiraglia e per i risultati sportivi ottenuti ha ricevuto dal CONI le medaglie di bronzo e d’argento al Valore Atletico. Non solo: una laurea in scienze politiche e una mente viva e goliardica lo hanno portato negli anni a girare e conoscere il mondo come manager per aziende italiane in Brasile, Argentina, Corea del Sud, Sudafrica, Polonia, Vietnam. Ma ogni volta tornava al suo canottaggio, quello fatto di amicizie, di ore in aereo andata e ritorno per un'unica gara. Quel canottaggio fatto della capacità autentica di meravigliarsi davanti a centinaia di ammiraglie di veterani sul Tamigi, decenni dopo aver raggiunto le Olimpiadi, il massimo livello a cui può ambire uno sportivo. Non sappiamo quale sia il disegno di tutto questo, Piero, e forse non potremo mai comprenderlo, ma siamo chiamati a salutarti, e ancora una volta alzeremo i remi in tuo onore e in onore di Lara, ricordandoci ogni giorno di dare il giusto valore alla vita che ci accoglie al risveglio, alle piccole cose, a una vogata con chi la vita ci ha posto accanto. L'abbraccio di tutta la Canottieri va alle figlie Alice e Arianna, e a tutta la famiglia Carletto".

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