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"Papà ucciso dal fumo", portano in tribunale l'azienda di sigarette

I figli di un uomo morto per un tumore provocato dall'assunzione di tabacco hanno deciso di fare causa alla società produttrice dei pacchetti consumati dal padre. Chiedono di essere risarciti per la perdita

Dal 1951 fumava in media 15 sigarette al giorno, fino a quando, nel dicembre 2007, è morto per un adenocarcinoma polmonare. I figli hanno deciso di affrontare in tribunale la società che produce il tabacco - terza al mondo per grandezza - che ha provocato la malattia e il decesso del padre. La prima udienza si è svolta giovedì al tribunale civile di Padova. I discendenti del fumatore, come riporta Il Corriere del Veneto, chiedono di essere risarciti per il danno biologico e per la scomparsa del genitore, che sarebbe stata provocata, appunto, proprio dal consumo di sigarette.

AZIENDA DI SIGARETTE A PROCESSO. Si tratta della prima causa di questo genere in Veneto, ma non della prima in assoluto. In Italia, ad esempio, nel 2009, la Corte di Cassazione ha emesso una storica sentenza in cui la produzione e la vendita di sigarette furono ritenute attività pericolosa. L'obiettivo dell'accusa è dimostrare che l'azienda produttrice delle sigarette non ha fatto tutto il possibile per scongiurare i rischi per la salute, dal momento che una vera e propria campagna preventiva sui danni del fumo non è stata fatta prima degli anni Novanta.
 

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