La "terapia intensiva" dei colori: il maxi-dipinto degli studenti nel reparto di Rianimazione

Mani che, dopo averlo curato, incitano un pettirosso a spiccare il volo: il murale, realizzato dagli studenti dell’istituto Meucci-Fanoli di Cittadella nel corridoio d’ingresso della Rianimazione dell’Ospedale di Camposampiero, è un inno alla vita

Un pettirosso, accudito e protetto da mani amorevoli, che spicca il volo a testimoniare i pazienti che transitano per l’Unità operativa complessa di Anestesia e Rianimazione dell’Ospedale Pietro Cosma di Camposampiero e, dopo le cure dei sanitari, possono tornare alla loro vita piena: è il senso del murale realizzato dagli studenti della 3D dell’istituto tecnico statale e liceo artistico Meucci-Fanoli di Cittadella, con il coordinamento della professoressa Maria Cristina Menin (Laboratorio di Pittura - Sezione Arti figurative), che hanno abbellito il corridoio d’ingresso del reparto diretto dalla dottoressa Astrid Behr.

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Il maxi-dipinto

Due settimane di lavoro, e il maxi-dipinto ha preso forma giungendo a conclusione e mostrandosi in tutta la sua bellezza. Spiegano i ragazzi, orgogliosi di presentare l’opera: «Il soggetto prescelto rappresenta la perseveranza: come il pettirosso canta tutto l’anno, anche durante l’inverno in attesa della primavera, così il paziente in cura aspetta la sua guarigione, la rinascita dopo il periodo buio della malattia. Il trascorrere del tempo è rappresentato dalle sequenze del fiore di pesco, che è il primo a sbocciare con approssimarsi della bella stagione. Il pettirosso è colto nel momento in cui si solleva in volo, staccandosi dalle mani del medico che lo ha aiutato a superare la criticità, e a continuare la sfida per la vita». Aggiunge la dottoressa Behr: «Questo meraviglioso murale rende più accogliente e gentile questo spazio ed è l’inizio di un percorso di umanizzazione del reparto di Anestesia e Rianimazione che si svilupperà nei prossimi mesi». Commenta Domenico Scibetta, direttore generale dell’Ulss 6 Euganea: «Ringraziamo gli studenti e le loro insegnanti che, con maestria, impegno e fantasia, giorno dopo giorno, hanno dato vita a quest’opera d’arte che per noi è l’oggettivazione, colorata, del nostro fare quotidiano. In un luogo di assistenza ove, ventiquattro ore al giorno, i nostri operatori sono impegnati a confrontarsi con pazienti critici, a comunicare notizie talvolta difficili, questo dipinto ci ricorda che oltre le pareti della Rianimazione c’è un mondo, ed è quello il nostro obiettivo: farli uscire da qui, a rivedere la bellezza che ci circonda».

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