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Lunedì, 6 Dicembre 2021
Cronaca

Natale nelle scuole, il vescovo: "Per la pace, io farei un passo indietro" Zaia: "Allestire il presepe e tacere"

Monsignor Claudio Cipolla interviene in merito alla conservazione delle tradizioni cattoliche negli istituti scolastici padovani, dopo che il sindaco Massimo Bitonci ha annunciato controlli serrati sui programmi

"Io farei tanti passi indietro pur di mantenerci nella pace e pur di mantenerci nell'amicizia". Con queste parole, ai microfoni della tv locale Rete Veneta, il vescovo di Padova Claudio Cipolla è entrato nel merito della questione sulla celebrazione del Natale nelle scuole, alla fine della messa in Duomo di lunedì.

BITONCI: "DIFENDO IL NATALE NELLE SCUOLE E LE NOSTRE TRADIZIONI"

"PER LA PACE FAREI TANTI PASSI INDIETRO". "Non dobbiamo presentarci pretendendo qualsiasi cosa che magari anche la nostra tradizione e la nostra cultura vedrebbe come ovvio - ha detto - se fosse necessario per mantenere la tranquillità e le relazioni fraterne tra di noi, io non avrei paura a fare marcia indietro su tante nostre tradizioni".

LETTERA APERTA DI ZAIA AL VESCOVO. Le parole del vescovo hanno sollevato, ovviamente, un intenso dibattito, tra chi, come il sindaco Massimo Bitonci, ritiene che le tradizioni cattoliche, e quindi anche quelle legate al Natale, dovrebbero essere preservate, e chi, invece, è aperto a dicuterne. Sulla vicenda è intervenuto anche il presidente della regione del Veneto Luca Zaia, che ha rivolto una lettera aperta a mosignor Claudio Cipolla. Segue il testo integrale.

“Eccellenza Reverendissima,

leggo il dibattito innescato dalle Sue dichiarazioni riguardo all'ipotesi di rinunciare alle nostre tradizioni - in particolare le tradizioni legate alla celebrazione del Natale - pur di mantenere la tranquillità nelle nostre comunità.

Posso dire, Eccellenza, di conoscere già molto bene la questione. Nel 2004, da presidente della provincia di Treviso, regalai un piccolo presepe in legno a ogni bambino di una scuola in cui qualcuno, al posto del tradizionale omaggio alla Sacra Famiglia, nella recita natalizia aveva pensato bene di sostituire il Bambin Gesù con Cappuccetto Rosso.

Ormai ci abbiamo fatto l’abitudine: ogni anno, insieme al periodo delle festività arrivano gli acquisti, la preparazione dei cenoni, i panettoni, e qualche anima bella che sostiene che sarebbe bene non fare il Presepe.

Il tema che mi lascia perplesso, Eccellenza, non è l’esistenza di qualche sprovveduto che ogni tanto alza la voce dicendo che dovremmo vietare la rappresentazione della Natività, ma che qualcuno, in virtù di presunte posizioni etiche, filosofiche, estetiche, religiose, tenti di trovare delle motivazioni a tanta sconsideratezza.

Vorrei fosse chiaro, a questo punto, che la difesa del Presepe sta diventando un argine anche identitario, non soltanto per chi si professa cristiano e cattolico, ma anche per chi è laico e magari osserva con distacco questa discussione.

In realtà, Eccellenza, qui ne va dei concetti di democrazia e di libertà: libertà di pensiero e libertà di professare di una religione.

Leggo questa Sua presa di posizione, Eccellenza, non come un gesto rivolto a favore della civile convivenza, ma come una affermazione che riesce a far apparire i cristiani che difendono il Presepe, e il suo valore religioso e identitario, come dei veri e propri fondamentalisti.

Probabilmente si tratta di un grande errore, Eccellenza, lo stesso che si commette nel dividere l’Islam in fondamentalisti e moderati, se è vero, come è vero, che nessuna religione predica di uccidere in nome di Dio. Una distinzione che sicuramente non fa bene al mondo cristiano, dove i credenti sono tutti indistintamente votati alla pace, al perdono, alla tolleranza, alla fratellanza.

Vorrei dunque capovolgere le preoccupazioni da Lei rappresentate circa la possibilità che comporre ed esibire il Presepe rappresenti un segno di poco rispetto verso chi professa la fede musulmana.

In realtà, credo che proprio il Presepe rappresenti un segno di grande attenzione verso l’Islam. Per la religione islamica Gesù è riconosciuto come profeta sul quale viene invocata la pace di Allah. E a Maria, la Madonna, è dedicata un’intera “Sura” del Corano.

Credo siano sufficienti queste mie scarne considerazioni per affermare che probabilmente la cosa migliore, se vogliamo davvero che nella nostra società si impongano rispetto e tolleranza per le idee e le credenze, sia allestire un bel Presepe e tacere”. 

Luca Zaia

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