I negozi che abbandonano Padova per degrado e criminalità

Bertin (Ascom): “Il pessimismo sta minando le certezze degli imprenditori, le istituzioni devono intervenire ed il governo si decida a fare qualcosa”

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PadovaOggi

Gli ultimi casi sono di questi giorni: Nuvolari che chiude in piazza Insurrezione per operare solo su Abano e Paola Moda in via Altinate che, dopo la spaccata dell’altra notte, concentrerà la propria attività solo sui punti vendita di Grantorto. Motivo: il degrado associato alla criminalità.

“Il commercio cittadino – esordisce Patrizio Bertin, vicepresidente vicario dell’Ascom Confcommercio di Padova – sta soffrendo per più di un motivo. La crisi ha minato anche le basi di attività storiche e sta mettendo in seria difficoltà chi, magari perché espulso da altri settori, ha deciso di investire su un’attività commerciale o un pubblico esercizio. Le tasse poi stanno drenando anche le poche risorse che le imprese vorrebbero destinare agli investimenti, ma ciò che in questo momento sta facendo pendere l’ago della bilancia verso il pessimismo è la convinzione che si sia un po’ indifesi di fronte alle bande di malavitosi che razziano, spaccano e derubano e, spesso, trasferiscono all’estero i frutti della loro “attività” criminale. Senza contare poi i mendicanti molesti che allontanano i potenziali clienti e la piaga dei venditori abusivi che immettono sul mercato prodotti non solo contraffatti ma anche pericolosi per la salute”.

Un quadro per nulla tranquillizzante che, purtroppo, sta convincendo qualcuno a gettare la spugna. “Invece dobbiamo resistere – continua Bertin – perché siamo gli eredi di una tradizione commerciale che fa data fin dal medioevo e che ha sempre visto Padova al centro di scambi che sono la linfa vitale della nostra economia. Dobbiamo dunque difendere le nostre attività e dobbiamo farlo forti dell’appoggio che ci deve venire dalle istituzioni. Il governo non può tagliare sulla sicurezza per mantenere i privilegi della politica, non può frustrare l’impegno delle forze di polizia che arrestano e dopo poche ore si vedono l’arrestato sbeffeggiarli perché già di nuovo in circolazione, non può permettere che circolino soggetti che, palesemente, sono entrati nel nostro Paese col solo scopo di delinquere”.

Serve dunque una presa di responsabilità collettiva ed in questo senso l’Ascom si attiverà nelle sedi istituzionali, fin dalle prossime ore, per cercare di arginare una “diaspora” che potrebbe avere effetti devastanti su un tessuto produttivo che, per Padova, significa migliaia di posti di lavoro.

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