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Nek di Monselice, nessuna intesa: "Sessanta famiglie a rischio"

Le 4 ore di trattativa non hanno consentito il raggiungimento di un punto di intesa e la Cooperativa Libera ha annunciato le lettere di messa in mobilità e la chiusura del cantiere

L'ultimo incontro in Prefettura tra i sindacati e la Cooperativa Libera sulla vicenda del cantiere della Nek di Monselice, occupato e inattivo ormai da oltre un mese, si è tenuto nel pomeriggio del 14 gennaio. Le 4 ore di trattativa non hanno consentito il raggiungimento di un punto di intesa e la Cooperativa ha annunciato come imminenti le lettere di messa in mobilità dei 36 lavoratori che non hanno aderito allo sciopero iniziato i primi giorni di dicembre e la chiusura del cantiere.

60 FAMIGLIE A RISCHIO. “Il rischio che avevamo paventato – dichiara Romeo Barutta, segretario generale della Filt Cgil di Padova – si sta puntualmente verificando: siamo a un passo dalla chiusura definitiva del cantiere e dal licenziamento di tutti i lavoratori. Nonostante la disponibilità di diversi dipendenti ad accettare incentivi all'esodo volontario, la Cooperativa Libera ha annunciato che presto saranno inviate le lettere di messa in mobilità per tutti i lavoratori. Si tratta di oltre 60 famiglie che rischiano di rimanere senza i mezzi per sostenersi e per vivere dignitosamente".

LE FASI. "Prima lo sciopero deciso da una minoranza dei dipendenti per il congelamento dei buoni pasto decisi dall'assemblea dei lavoratori legittimamente convocata, poi l'occupazione dell'azienda, nel corso della quale ignoti hanno danneggiato gli impianti per centinaia di migliaia di euro, infine la scelta sbagliata di licenziare le lavoratrici che avevano dato vita alla protesta hanno fatto precipitare la situazione - spiega Barutta - la protesta per 80 euro di buoni pasto congelati, come una piccola palla di neve che rotola senza che nessuno riesca a fermarla, è diventata una valanga che rischia di travolgere l'intero salario di decine e decine di persone".

"UNA MANCIATA DI ORE PER EVITARE IL PEGGIO". "Eppure l'impegno delle istituzioni, in particolare della Prefettura, e la disponibilità della Cgil a trovare un punto di intesa sono stati massimi. Un possibile accordo era stato peraltro individuato nella giornata del 4 gennaio, ma era stato poi disatteso dai Cobas che lo avevano sottoscritto. A questo punto potrebbero restare sul campo non solo i posti di lavoro della Nek, ma anche degli altri cantieri della Cooperativa Libera. Si parla complessivamente di circa 200 lavoratori. Abbiamo a disposizione ancora una manciata di ore per evitare il peggio - conclude - come Cgil siamo disponibili a risederci intorno al tavolo della Prefettura o in qualunque altro luogo dove sia possibile trovare un'intesa; invitiamo a fare lo stesso gli altri sindacati e la Cooperativa. Il nostro territorio non può permettersi l'ennesima chiusura aziendale e nuovi disoccupati”.

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