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In foto: l'assessore Maurizio Saia e un'immagine del blitz della polizia al campo nomadi di via Longhin

In foto: l'assessore Maurizio Saia e un'immagine del blitz della polizia al campo nomadi di via Longhin

Nomadi arrestati in via Longhin, il Comune si costituisce parte civile

L'amministrazione comunale di Padova ha deciso di adottare la linea dura. Lo ha annunciato l'assessore alla Sicurezza Maurizio Saia: "Hanno usato uno spazio dato in dotazione per nascondere ricercati e refurtiva"

Il comune di Padova ha deciso di costituirsi parte civile nel processo contro i 18 nomadi arrestati lo scorso giugno nell'ambito dell'inchiesta su furti e rapine a rappresentanti orafi e furgoni portavalori. 18 persone erano finite in manette, tutte provenienti dal campo nomadi di via Longhin, individuato come base logistica delle operazioni criminali.

LINEA DURA. Era infatti proprio all'interno dello spazio dato in dotazione dal Comune che si nascondevano i ricercati e, sempre qui, era stata occultata la refurtiva. Per queste ragioni, come riportano i quotidiani locali, l'assessore alla Sicurezza, Maurizio Saia, ha annunciato l'intenzione dell'amministrazione di adottare la linea e costituirsi parte civile.

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