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Campo nomadi di via Longhin, le donne di ronda: "Abbiamo paura"

Con il giro di vite in atto da parte dell'amministrazione comunale del sindaco leghista Bitonci, gli zingari si sentono vittime di "razzismo" e rivelano di sentirsi sempre più spesso rivolgere pesanti minacce

Tira una brutta aria per i campi nomadi, a Padova, dove il "giro di vite" promesso dal sindaco leghista Massimo Bitonci si tocca ora con mano. Dal Comune che si è costituito parte civile chiedendo i danni d'immagine dopo la retata degli scorsi mesi che ha portato agli arresti per furto e rapina di una ventina dei residenti di via Longhin, al distacco di venti allacciamenti alla corrente elettrica relativi a "falsi contratti commerciali di cantiere" stipulati dai nomadi dei vari campi cittadini consumando energia per anni senza però pagare le bollette.

RONDE NOTTURNE. Si sentono presi di mira e in "pericolo" gli zingari di Padova che, come riporta il Corriere del Veneto, nel campo di via Longhin avrebbero persino avviato delle "ronde" fai-da-te per sorvegliare l'area nelle ore notturne. A restare di vedetta sarebbero le donne, preoccupate per come la situazione nei loro confronti sia peggiorata. Si sentono vittime di "razzismo" e rivelano di sentirsi sempre più spesso rivolgere pesanti minacce anche quando per strada chiedono l'elemosina, che per chi non lavora e non si fa fagocitare dalla criminalità rimane l'unica fonte di sostentamento, assieme agli aiuti di parrocchie e associazioni caritatevoli.

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