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Si finge la sorella per salvare la patente

Tutto è iniziato da un controllo effettuato dalla polizia stradale su un'auto in sosta nell’area di servizio Limenella Est lungo l’autostrada A4

Tutto ha avuto inizio nel pomeriggio del 10 maggio dell’anno scorso, quando una pattuglia della polizia stradale di Padova ha effettuato un controllo su un'auto in sosta nell’area di servizio Limenella Est lungo l’autostrada A4, con a bordo tre persone, due uomini e una donna - la conducente -, tutti privi di documenti. La ragazza ha dato agli agenti un nominativo completo di tutti gli estremi mentre uno dei trasportati si è dichiarato proprietario del veicolo. Gli accertamenti sul posto hanno dato esito negativo e quindi, non essendoci provvedimenti che impedissero la continuazione del viaggio, gli operatori hanno contestato le sole violazione previste dal Codice della strada per non avere avuto al seguito la patente di guida e la carta di circolazione e per "veicolo non conforme alle prescrizioni".

"NON SONO IO". La sanzione prevista per la mancanza dei documenti comporta l’obbligo della loro esibizione in originale entro 30 giorni ad un ufficio di polizia. Cosa che la donna non ha fatto. Alla conducente, dunque, è stato trasmesso tramite raccomandata un ulteriore verbale. Solo verso la metà di dicembre la giovane, B.B.I., italiana di 25 anni, alla quale verso la fine di agosto era stato notificato il verbale di mancata esibizione documenti, ha asserito telefonicamente di non essere mai stata fermata e controllata dalla polizia stradale di Padova, indicando come probabile autrice delle violazioni la sorella, B.B.C, italiana di 28 anni. Successivamente, nel mese di gennaio, B.B.I. ha inviato una dichiarazione scritta nella quale affermava la sua estraneità alla vicenda, senza però indicare formalmente la sorella quale autrice dei fatti.
 
SI ERA FINTA LA SORELLA. Quindi, ricorrendo all’incrocio dei dati e alle immagini della patente di guida in possesso alla motorizzazione civile e al riconoscimento fotografico effettuato dal personale operante, si è potuto stabilire che la conducente dell’auto era in realtà B.B.C., la quale, per eludere il controllo di polizia, aveva sostituito la propria identità con quella della sorella. B.B.C è stata quindi denunciata all’autorità giudiziaria per "falsa attestazione resa a pubblico ufficiale".

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