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Il collegio Don Mazza

Il collegio Don Mazza

Nonnismo al Don Mazza, studenti: "Non siamo aguzzini e il nostro collegio non è un incubo"

In una lettera aperta, gli studenti del collegio universitario di Padova hanno voluto raccontare il proprio punto di vista, dopo che la loro "casa" qui a Padova è balzata agli onori della cronaca per uno spiacevole episodio che ha, purtroppo, trasceso la semplice goliardia

"Vecchi" e "matricole", "humilitas" e "responsabilità". In una lettera aperta, gli studenti del collegio universitario Don Mazza di Padova hanno voluto raccontare il proprio punto di vista, dopo che la loro "casa" qui a Padova è balzata agli onori della cronaca per uno spiacevole episodio - un giovane "frustato" durante la tradizionale festa delle matricole da un ragazzo più grande (un ex ospite già laureato, e quindi estraneo alla struttura, poi cacciato dagli studenti stessi) - che ha, purtroppo, trasceso la semplice goliardia. 

LA LETTERA DEGLI STUDENTI. Di seguito il testo integrale della lettera pubblicata dall'Assemblea degli studenti:

Humilitas! Questo è il motto del nostro Collegio. Umili, ma non umiliati! Animali, aguzzini, incivili, tali da rendere questa struttura "un incubo". Così siamo stati appellati. Proprio per questo motivo, come Assemblea degli studenti, abbiamo deciso di rispondere, spinti dall’indignazione, ai molti articoli usciti in questi giorni.

Se questo fosse il vero Collegio, come si spiegherebbe che da generazioni ex allievi consigliano a parenti e amici questo luogo come un’opportunità di crescita culturale e personale? Numerosi sono i casi in cui addirittura gli stessi genitori di formazione mazziana gioiscono che i propri figli crescano secondo lo stesso spirito. Centinaia e centinaia di universitari patavini da ormai 70 anni credono e vivono questa realtà che, parallelamente all’università, permette di sviluppare capacità trasversali grazie alla partecipazione attiva a svariate attività di gruppo che vanno dal versante culturale a quello sportivo, dallo spirituale al cinematografico.

Il vivere la responsabilità è ciò che sperimentiamo ogni giorno, a partire dai tutors universitari, dall’Assemblea Studentesca fino alla presenza di due studenti nel Cda del Collegio. Questo dimostra che chi è in Collegio fa il Collegio.

Quotidianamente "matricole" e "vecchi" si ritrovano per organizzare iniziative ed eventi che non in rari casi sono aperti alla cittadinanza (per esempio, Cinemazza, Incontri di attualità, Settimana della cultura. Per info: www.collegiomazza.it e rispettiva pagina Facebook). Nella vita collegiale questa denominazione non indica uno status gerarchico e discriminatorio ma sancisce una differenza esperienziale: ogni anno chi entra porta novità e intraprendenza, chi, invece, vive qui da più tempo, contribuisce in responsabilità e maturità. Come al di fuori di questa struttura ognuno ha il proprio punto di riferimento, noi viviamo la figura del "vecchio" come qualcuno che accoglie e accompagna i nuovi arrivati.

Questo non è nonnismo! Non si formano nel collegio dei branchi in cui vige la legge del più forte e nessuno prevarica e infierisce sull’altro; il clima è piuttosto quello della fraternità, dell’aiuto reciproco e della condivisione di tutti i momenti, anche di quelli goliardici.

Effettivamente esiste un evento come l’immatricolazione, in cui emerge in modo più evidente il "giuoco delle parti", che sancisce simbolicamente l’entrata nella comunità del Collegio. Tuttavia questa serata, organizzata dopo un mese dall’arrivo in collegio (avendo quindi già avuto modo di conoscere "i propri aguzzini"), non è obbligatoria, ma lasciata alla libera decisione del "neoarrivato", e in ogni caso non è vincolante per la permanenza, l’accettazione e la partecipazione attiva in collegio. Questo evento si presenta quindi come straordinario rispetto all’ordinaria quotidianità della vita collegiale e tanto più non prevede nessun tipo di accanimento verso il singolo. Ogni anno questa occasione si conclude con un momento di convivialità, che dimostra il rafforzamento dei legami di amicizia, superando di fatto la classificazione in "matricole" e "vecchi".

Un luogo in cui i più grandi hanno il dovere di investire nei più giovani e sostenerli può essere chiamato "caserma"? 

Questo è il Collegio Mazza, questa è la sua humilitas e noi non accettiamo che tutto ciò venga offuscato da un singolo episodio, quale la frustata riportata dai media, che nella Nostra pluridecennale storia non si era mai verificato. Oggi più che mai ci sentiamo orgogliosi di essere mazziani! 

Ps. Chi volesse conoscerci prima di giudicare, è il benvenuto in Casa nostra! 

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