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Il presidio in via Vipacco (fonte: @SherwoodPadova)

Il presidio in via Vipacco (fonte: @SherwoodPadova)

#nosfrattiday, oggi la mobilitazione anti-sfratto in 4 punti della città

L'iniziativa degli attivisti dell'Adl Cobas, di Razzismo Stop e del centro sociale Pedro. A Padova proprio in giornata sono tre gli sfratti previsti nei confronti di altrettante famiglie. Presidi in via Manara, Vibacco, Da Vinci e Da Zevio

A Padova oggi è il giorno del #nosfrattiday, una mobilitazione lanciata dagli attivisti dell’Adl Cobas, dell’associazione Razzismo Stop e del centro sociale Pedro, per "difendere" le famiglie destinatarie in questi giorni - 3 i casi in programma nella giornata di oggi - di provvedimenti di sfratto perché "questi lavoratori e le loro famiglie non vengano privati dell’abitazione".

I DATI. Nel 2011 a Padova, secondo i dati forniti dagli organizzatori della protesta, sono stati resi esecutivi 882 provvedimenti di sfratto e 362 sono stati quelli eseguiti. (Leggi i dati di Unione inquilini)

I 4 PRESIDI. Saranno 4 i presidi allestiti in giornata dagli attivisti, ognuno davanti ad altrettante case di famiglie destinatarie del provvedimento: via Da Zevio, Vibacco, Da Vinci e Manara. "Si tratta di quattro cittadini stranieri che nel corso dell’ultimo anno hanno perso il lavoro, vittime della crisi certo ma anche e soprattutto delle truffe e dei raggiri di spietati datori di lavoro, della speculazione immobiliare senza scrupoli, della mancanza di politiche abitative adeguate e strutturali - riferiscono i promotori della mobilitazione - Sono soprattutto i migranti ad essere colpiti da sfratti e pignoramenti anche se non mancano situazioni, ormai sempre più numerose, di cittadini italiani compiti dalla stessa sorte".

L'OBIETTIVO. Alla base dell'iniziativa, il principio per gli attivisti che "nessuno nella nostra città venga privato del diritto fondamentale alla casa" e la richiesta all’amministrazione comunale e all'assessore alla Casa Giovanni Battista Di Masi "di aprire un tavolo di confronto per la ricerca di soluzioni".

4 FAMIGLIE, 4 STORIE (fonte: Adl Cobas, Razzismo Stop e Cso Pedro):

In via Altichieri Da Zevio una famiglia proprietaria di casa attende l’esecuzione dell’ordinanza del Tribunale con cui è stata pignorata l’abitazione e poi venduta all’asta, dopo che a causa della perdita del lavoro non riusciva più a far fronte al mutuo. La storia è quella di Mohammed, in cassa integrazione dopo la truffa di 22 milioni di euro di Aws spa nei confronti del fisco e dei lavoratori, residente in uno stabile senza acqua calda e gas. Lunedì gli attivisti della mobilitazione hanno bloccato il suo sfratto insieme ai suoi colleghi anch’essi a rischio sfratto o pignoramento.

In via Vibacco un cittadino del Congo laureato in Italia in farmacia (con moglie incinta), licenziato da una fabbrica metalmeccanica. Questa è la storia di Wombe, che si è visto recapitare l’avviso di sfratto dopo che per soli due mesi non era riuscito a corrispondere l’affitto. Per loro oggi, venerdì 19 ottobre, sarà il 4° tentativo di accesso dell’ufficiale giudiziario.

In via Leonardo Da Vinci una coppia con una bambina di un anno e mezzo attende l’arrivo dell’ufficiale giudiziario. Ecco la storia di Diana e della sua famiglia, licenziata illegittimamente dalla cooperativa per cui lavorava mentre il marito riesce a ricavare reddito solamente da lavori a chiamata. Per loro (hanno una figlia di circa 1 anno e mezzo) venerdì 19 ci sarà il primo tentativo di accesso.

In via Manara l’Ater oggi vorrebbe ritornare in possesso di un alloggio assegnato temporaneamente dal Comune per 4 anni (non rinnovabili) ad un ex abitante di via Anelli (con moglie e 3 figli) nel corso dell’"operazione svuotamento". La storia è quella di Sadik, senza lavoro dopo un periodo di cassa integrazione alla Cet Elettric di Limena.

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