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Venerdì, 19 Aprile 2024
Cronaca Noventa Padovana

Uniti in uno struggente abbraccio per ricordare un valoroso servitore dello Stato

Oggi a Noventa si è celebrato il settimo anniversario dalla morte del sostituto commissario della Polizia di Stato, Rosario Sanarico, morto il 19 febbraio 2016 durante le ricerche del corpo di Isabella Noventa nelle acque del Brenta

Sono trascorsi sette anni dalla morte di Rosario Sasà Sanarico, il sostituto commissario della Polizia di Stato che il 19 febbraio del 2016 nel secondo pomeriggio, mentre si trovava nei fondali del Brenta alla ricerca del corpo di Isabella Noventa, è rimasto vittima di un infortunio sul lavoro che di fatto non gli ha dato scampo. Riportato in superficie dopo interminabili minuti, è stato trasportato in ospedale, ma ogni tentativo di rianimarlo è risultato vano. 

La cerimonia

Oggi, 20 febbraio, dove sorge il cippo in onore di Rosario Sanarico sull'argine del Brenta a Noventa Padovana si è svolto un momento di ricordo alla presenza di autorità civili e militari che hanno voluto ricordare il servitore dello Stato, morto svolgendo il proprio dovere. Presente la moglie e i figli dello sfortunato sommozzatore. A fare gli onori di casa è stato il sindaco Marcello Bano, circondato dai suoi più stretti collaboratori. Presenti anche il prefetto Raffaele Grassi, il questore Antonio Sbordone, i presidenti dei consigli regionali del Veneto e della Liguria Roberto Ciambetti e Gianmarco Medusei. Non sono mancati neppure i sindaci di Stra e Vigonovo e il consigliere Luigi Bisato in rappresentanza della Provincia. Sanarico morì durante le ricerche del corpo di Isabella Noventa, uccisa nella notte tra il 15 e il 16 gennaio 2016 di cui non si è mai ritrovato il cadavere. Per questo omicidio sono in carcere i fratelli Freddy e Debora Sorgato oltre alla tabaccaia di Camponogara Manuela Cacco. Ha benedetto i presenti e il cippo in onore del sommozzatore della Polizia di Stato, don Raffaele Marcolongo, parroco di Noventa. Tra il pubblico hanno partecipato all'evento commemorativo anche il pubblico ministero Giorgio Falcone, a capo del fascicolo d'indagine sull'omicidio di Isabella Noventa e Paolo Noventa, il fratello della segretaria uccisa e mai ritrovata. 

Il questore

Il questore di Padova Antonio Sbordone ha riferito: «Occorre coesione tra le forze di polizia, le istituzioni e la collettività per un fine ultimo comune che è la sicurezza del territorio. Quello che mi sento di dire che Sanarico come del resto tutti coloro che vestono una divisa sono donne e uomini comuni, che sanno perfettamente che la loro vita è sempre a rischio, ma che hanno nel cuore il bisogno e la voglia di servire lo Stato in nome della sicurezza e del bene comune». 

Il sindaco Bano

«La tristezza che proviamo quando viene a mancare un collega, un amico, un marito, un padre - ha detto il primo cittadino Marcello Bano - è qualcosa che in giornate come questa ci sembra impossibile da superare. Ma nel caso di Rosario Sanarico - ha aggiunto - c'è un sentimento ancora più forte che ci spinge a riunirci qui, come abbiamo fatto e continueremo a fare ogni anno: quel sentimento è la gratitudine, il bisogno di dire grazie a una persona che ha sempre messo le vite degli altri davanti alla propria. La maggior parte di noi conduce una vita tranquilla, al riparo dai pericoli, immersa in una sicurezza che siamo abituati a dare per scontata. Non lo è. Quella sicurezza è il frutto del lavoro e delle rinunce di altri, e troppo spesso dimentichiamo di ringraziarli. Non è possibile dimenticarcene oggi, in questo luogo, di fronte a una testimonianza così grande». 

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