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Il nubifragio sul Sub Cult Fest: allestito come una spiaggia, finiscono davvero in pedalò

È successo al parco Milcovich dove era previsto il Festival. Quando si è abbattuta la tromba d'aria si è creato un lago di 60 cm. Gravi danni a stand e apparecchiature

Lo raggiungo al telefono che sono da poco passate le 14 di domenica 22, il giorno dopo la tromba d'aria e il nubifragio record che si è abbattuto su Padova. Gianluca. E' uno dei ragazzi che ha dato vita al progetto Arcella Town (mediapartner del festival), la community che racconta l'Arcella non come zona di degrado ma come una piccola Brooklyn, il quaritere più popoloso e più multietnico della città. Lo chiamiamo al telefono.  Dove sei? "Sto sistemando nel garage il pedalò".

Brooklyn 

"Arcella Town una community che racconta l'Arcella che non è quella del degrado ma siamo quelli che raccontano la piccola Brooklyn di Padova, dove la sera, proprio nel parco Milcovich ci sono infinite partite di basket e pallone. Il Festival è l'idea di portarci storie, personaggi, la musica e la creatività. Noi ci sentiamo questo. Abbiamo fatto tante iniziative, ora c'è anche il Sub Cult Fest che è organizzato dai Sotterranei: l’associazione “Il Coccodrillo” di Padova, che ha ideato la rassegna, giunta quest'anno alla quinta edizione".

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L'allestimento balneare

Un po' però sembra che ve la siate cercata, se mi consentite la battuta: allestimento balneare, festival di "sub" cultura... non credi? "Abbiamo sempre sognato - ride Gianluca - un corso d'acqua in Arcella, ieri abbiamo avuto un lago per qualche ora. Non abbiamo resistito e siamo andati a farci un giro col pedalò. Che poi non sarebbe stato male metterlo a noleggio, per recuperare un po' di soldi. Abbiamo speso molto per allestire e organizzare il Festival. Oggi è tutto da buttare, o quasi". Hanno grande spirito oltre che tanta creatività, tutte le persone che stanno dando vita a questo percorso sociale e culturale all'Arcella. Un danno quindi aver perso apparecchiature e danneggiato irrimediabilmente stand e strumentazioni. "Noi non ci abbattiamo, figuriamoci. Certo è un bel problema". State per caso chiedendo una mano? "Noi la chiediamo sempre, chiaro che ne avremmo bisogno perché vogliamo continuare a fare le cose che stavamo facendo. E così sarà, non è certo un evento così straordinario che ci può fermare. Al contrario". 

Tutto per aria

Ieri esattamente com'è andata? "Ieri stavamo cercando di riparare tutto dalla pioggia ma non ci aspettavamo tutto quel vento e che gli alberi cadessero. Il pedalò lo avevamo perché appunto avevamo allestito lo spazio a tema balneare. Sedie a sdraio, ombrelloni, lampadine... era veramente carino ma forse ce la siamo davvero andata a cercare", scherza ancora Gianluca. 

Il parco

"Noi preparavamo la serata. E' successo che eravamo in tanti qui. In piccolo, viste le nostre dimensioni, è successo un po’ come all’Heineken Festival di qualche anno fa. Sopra il bar c'è caduto un albero. Anche qui i danni sono stati notevoli, ci perderemo qualche migliaio di euro per pagare gli allestimenti rotti dal vento e dagli alberi caduti". E adesso? "Oggi siamo qui tutti per finire di sistemare e quantificare i danni del festival. E poi anche come semplici cittadini vogliamo vedere cosa possiamo fare per dare una sistemata al parco".

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