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Nuovo ospedale, Zaia: "L'area più titolata è Padova Est": è scontro Comune-Regione

Dove essere il giorno decisivo e invece il futuro del polo ospedaliero della città del Santo rimane ancora un punto di domanda

La storia continua. Il tavolo istituzionale in Regione non ha portato al via libera dei cantieri. L'area più "titolata" per la Regione è Padova Est, posizione che si scontra con il Comune. Presenti a palazzo Balbi il presidente Zaia, il vicepresidente Gianluca Forcolin, gli assessori Luca Coletto, Roberto Marcato, Giuseppe Pan e il presidente della Quinta Commissione del Consiglio regionale Fabrizio Boron. Per il Comune di Padova, il sindaco Sergio Giordani e il vicesindaco Arturo Lorenzoni; per la Provincia di Padova il presidente Enoch Soranzo; per l’Azienda Ospedaliera di Padova il direttore Generale Luciano Flor; per l’Università di Padova il rettore Rosario Rizzuto e il presidente della Scuola di Medicina Mario Plebani; per l’Istituto Oncologico Veneto il direttore Generale Patrizia Simionato.

POSIZIONE NETTA.

"È stato un tavolo dirimente quanto meno perché la posizione della Regione è chiara, nel senso che abbiamo valutato per l'ennesima volta tutte le opportunità e le aree e ne è venuto fuori che quella più titolata resta l'area di Padova Est", ha dichiarato il governatore del Veneto Luca Zaia.

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GIORDANI.

Contrario il sindaco di Padova, Sergio Giordani: "Anch'io ho capito che o cediamo gratis le aree di Padova Est o non si fa il doppio polo. Abbiamo lavorato un mese per trovare un punto di aggregazione che era molto interessante: due poli. Se Zaia pensa di fare un polo solo, a Padova Est, primo non ho capito cosa succede in questi 12 anni che il direttore Flor ha ipotizzato debba durare l'ospedale attuale che forse cadrà a pezzi. Ne faranno un altro? Secondo, torniamo al problema del buco nero, che la città non accetta. Il mio giudizio deve essere confrontato con il Consiglio comunale.“Sbaraccare” il sito di via Giustiniani e abbandonarlo al suo destino dicendo pure al Comune: ti lascio uno scatolone vuoto e poi fatti tuoi è un ipotesi irricevibile che derubrico a pericoloso ricatto legato a logiche tutte politiche. Io, la Giunta e, immagino, anche tante persone comuni, ci batteremo fino alla fine per difendere il nostro territorio da una prospettiva inaccettabile che macchierebbe chi decidesse di imporla come protagonista di un’azione priva di ogni senso di responsabilità verso i cittadini padovani, quindi anche cittadini Veneti. O magari più banalmente passata la nottata degli annunci non verrebbe fatto assolutamente nulla, continuando a raffazzonare alla meno peggio il vecchio ospedale abbandonandolo poi a un declino rapido con grande gioia dei capoluoghi già “pluripremiati” a scapito di Padova come Verona e Treviso".

DUE POLI.

"Giunti a questo punto - sottolinea Giordani - se davvero questo ospedale si vuole fare l’unico punto di partenza vero e concreto è la sintesi che ha unito Comune e Università. Due Poli di pari dignità, di pari posti letto, di pari appetibilità, senza doppioni. Salvaguardare e anzi rilanciare il sito Giustinianeo con una nuova e moderna struttura su cui partire subito e senza indugi e contemporaneamente comprendere le esigenze della nostra Università prevedendo un Polo della Ricerca e della Didattica di respiro regionale e internazionale. Dal tavolo di oggi, prendo atto con soddisfazione come il Governatore Zaia abbia aperto a un ipotesi precisa anche in termini economici di investimento massiccio sul sito attuale. Questo avanzamento è importante ed è frutto del lavoro pacato ma fermo di questa Giunta. Mai si era giunti a ipotizzare, nel dettaglio, una così importante valorizzazione che arriva fino alla dignità paritaria e a un completo ripensamento ex novo delle strutture. Per quanto riguarda il nuovo sito e la questione delle aree a Zaia dico: si continua a discutere per senso di responsabilità e per il bene della città. Ma niente ultimatum e niente tentazioni politiciste da campagna elettorale. Solo buon senso e la volontà che deve essere reciproca di trovare una soluzione".

UNIVERSITÀ.

"Durante l’incontro di oggi è stato presentato il lavoro fatto celermente dal tavolo tecnico istituito a inizio mese – spiega il rettore dell’Università di Padova Rosario Rizzuto –. Un tavolo che è arrivato a identificare un modello che prevede un polo sanitario su due sedi – senza doppioni e sovrapposizioni – capace di razionalizzare il panorama oggi frammentato della sanità padovana e far nascere un nuovo ospedale di ricerca e insegnamento nel quale sia possibile affrontare, con le competenze scientifiche e professionali della medicina universitaria, le sfide della medicina moderna e formare la classe medica di domani. Da un lato un presidio sanitario, riferimento per la comunità, dove già c’è l’attuale ospedale, dall’altro un nuovo complesso dedicato all’innovazione e all’alta specializzazione. Per questo secondo polo la commissione, sulla base di minori criticità e tempi più rapidi di esecuzione, ha individuato anche l’area di localizzazione a Padova Est. Non si è però risolta la vicenda, di competenza delle istituzioni interessate, relativa alla modalità di conferimento dell’area di Padova Est. Su questo non possiamo che continuare ad auspicare, come sempre abbiamo fatto, una soluzione che sia pienamente condivisa e rapida, in modo da permettere così di evitare ulteriori ritardi nella realizzazione di un’opera fondamentale non solo per Padova ma per tutto il Veneto".

COALIZIONE CIVICA.

“Il tavolo tecnico per l’ospedale di Padova si è concluso con un bluff di Zaia”, dichiara Coalizione Civica, “Il presidente del consiglio regionale ha infatti avanzato 3 proposte, tutte volutamente provocatorie rispetto alle vere necessità dei Padovani, che non hanno alcuna convenienza né dal punto di vista economico, né dal punto di vista sanitario, né dal punto di vista ambientale. È risultato evidente come a Zaia e alla giunta regionale leghista non interessi potenziare la sanità a Padova, ma solo mettere alle strette l'Amministrazione Comunale per vendicare la sconfitta elettorale subita da Massimo Bitonci a giugno, cacciato dopo 3 anni di pessima amministrazione. Bitonci infatti era disponibile a regalare i terreni di proprietà pubblica di Padova Est alla Regione, portando via l'ospedale dall'attuale sede, contrariamente alla volontà espressa dalla maggioranza dei Padovani. Il fatto che Zaia intenda finanziare un progetto faraonico da oltre un miliardo di euro e che dichiari, tuttavia, che non ci sono le risorse per acquistare il terreno sul quale vorrebbe realizzarlo, la dice lunga sulla credibilità della Regione in materia. Come Coalizione Civica sosterremo il Sindaco nel difficile lavoro di mediazione che sta svolgendo, restando fermamente convinti che il nuovo ospedale deve sorgere sul sito attuale, nel cuore della città, in stretta connessione con le sedi universitarie, evitando così quel degrado urbano che ha colpito gli ex ospedali di Mestre, Monselice ed Este”.

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