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Giovedì, 2 Dicembre 2021
Cronaca

Nuovo ospedale, terreni di Padova Est ceduti per "donazione": il volto del doppio polo

Il dg Flor chiede ai tecnici di redigere una relazione su San Lazzaro. Il manager Mantoan elabora il futuro della sanità padovana: in via Giustiniani rimarrà un ospedale a bassa intensità di cura

Il direttore generale dell’Azienda ospedaliera, Luciano Flor, fa chiarezza sul caso dei terreni di San Lazzaro: ovvero l’opzione Padova Est vagliata per la costruzione del nuovo ospedale di Padova. Come riporta il mattino di Padova, Flor ha invitato formalmente Comune, Regione e Provincia ad indicare legali di fiducia, esperti in diritto amministrativo, a rispondere ai quesiti di liceità che investono il sito: cessione della proprietà in forma di donazione (già sperimentata in occasione del passaggio della caserma dismessa "Piave" all'università) o a prezzo simbolico; cessione del diritto di superficie "gratuita" (cioè corredata da opere che ne apprezzino il valore) oppure "onerosa" (ovvero dotata di un conguaglio corrispondente).

L’INCONTRO.

Il nodo dovrà essere sciolto entro il 21 novembre, si dovrà attendere il 27 novembre invece per l’incontro il Regione. Il costo per i terreni di Padova Est è stimato tra i 40 e i 50 milioni. Che richiederebbe una spesa supplementare e un cambio nella destinazione d'uso (attualmente commerciale) ma contrariamente all'alternativa rappresentata dal sito di Brusegana dove si lamentano «vincoli monumentali e frammentazione» - offrirebbe una «metratura sufficiente e unitaria» rispetto ai cinquanta ettari richiesti dalla Scuola di medicina e chirurgia del Bo.

IL DOPPIO POLO.

L'impegno della Regione è scongiurare lo spettro di un "buco nero" in via Giustiniani, fonte di degrado nel centro città. Il direttore della sanità veneta, Domenico Mantoan, d'intesa con ateneo e vertici ospedalieri, su incarico diretto del governatore Luca Zaia, dovrà programmare un doppio polo sanitario a Padova. Da un lato via Giustiniani, con una struttura ospedaliera a bassa intensità di cura e dall’altro lato il nuovo policlinico, con una struttura universitaria dedicata all’alta specialità. La manovra prevede che la dotazione complessiva di posti letto in città scenda progressivamente da 2100 a 1700 posti letto, ripartiti (quasi) equamente tra il nuovo polo della salute e l'attuale complesso di via Giustiniani. Quest'ultimo è destinato a mantenere le 300 degenze del comparto materno-infantile e ad assorbire, per tappe successive, quelle dell'ospedale Sant'Antonio (300) - così da evitare un'onerosa duplicazione di prestazioni - e dell'Istituto oncologico veneto (200) che sconta ormai un disagio logistico tale da comprometterne lo sviluppo. In via Giusitiniani resterà il pronto soccorso, potenziato e in prospettiva dotato di un eliporto; nonché il circuito ostetrico -pediatrico -ginecologico, il nascente "ospedale della donna e del bambino", sì, con la sua torre nuova di zecca e la promessa di un'oncoematologia pediatrica; assicurate le cure di base a modesta intensità: la geriatria, le lungodegenze, l'ortopedia, la cardiologia e una clinica di chirurgia generale. Per concludere, nuovi parcheggi, aule e uffici della direzione generale.

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