Occupata a Padova la sede della Croce Rossa contro la privatizzazione

L'iniziativa questa mattina in tutta Italia dei militanti di CasaPound Italia e dei lavoratori dell'ente contro il "declassamento" della Cri da corpo militare ad associazione tra privati

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PadovaOggi

Occupazioni e presidi alle sedi della Croce Rossa in tutta Italia contro la privatizzazione e il 'declassamento' della Cri da corpo militare ad associazione tra privati. Questa mattina i militanti di CasaPound Italia e i lavoratori dell'ente hanno effettuato una serie di 'blitz' al grido di "4500 famiglie in CRIsi. Basta svendite".

La sede storica di via Croce Rossa a Padova è stata occupata da una ventina di militanti di CasaPound Italia per due ore riscontrando approvazione anche da parte dei dirigenti della CRI. In seguito lo striscione con scritto "4500 famiglie in CRIsi. Basta svendite!" è stato esposto all'esterno dei locali.

"La Croce Rossa è un corpo di eccellenza del nostro paese ed è stata umiliata dalla politica, defraudata della propria dignità, ridotta a un passo dal default da una gestione clientelare e inefficiente che ha visto complici le Regioni, compresa la Regione Lazio - spiega CasaPound Italia in una nota - Ora il governo dei banchieri, con l'avallo del commissario, le ha dato il colpo di grazia, stabilendo la liquidazione dell'ente, un futuro quanto meno incerto per i precari e una mobilità senza prospettive per i dipendenti di ruolo, oltre all'approvazione di un piano di riordino, manco a dirlo 'lacrime e sangue', che prevede la svendita del patrimonio immobiliare''.

''Con il federalismo gestionale, la Croce rossa italiana non sarà più il punto di riferimento nazionale per i fabbisogni dei più vulnerabili - aggiunge Cpi - e l'Italia perderà un altro pezzo, l'ennesimo, dello Stato Sociale, abdicando ancora una volta al suo ruolo di Nazione. Il servizio d'ambulanza, gli aiuti alle famiglie povere, l'istruzione sanitaria alla popolazione, la presenza durante le emergenze nazionali (terremoti, alluvioni, incendi) e internazionali, i soccorsi speciali (unità cinofile, soccorso in acqua, soccorso piste) sono servizi che con il business c'entrano poco, ma questo è un concetto 'indigeribile' per tecnocrati che non devono nemmeno confrontarsi con il voto. Oggi siamo in strada con le famiglie dei lavoratori della Cri per farglielo comprendere e per mostrare che c'è un'Italia diversa, che sa distinguere tra business ed equità sociale, e non si arrende ai diktat di nessuno, e quell'Italia siamo noi''.

 
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