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In foto: Renato Rossi e l'arma del delitto

In foto: Renato Rossi e l'arma del delitto

Sancovich, delitto "fotocopia": 26 anni dopo, riaperto il caso Forlani

Due omicidi che presentano notevoli analogie, sia per le modalità con cui i due uomini sono stati assassinati, sia per il coinvolgimento, in entrambi i casi, dello stesso uomo: Renato Rossi, reo confesso dei fatti di Piombino Dese, ma anche unico indagato all'epoca

Entrambi sono stati trovati riversi senza vita nelle rispettive auto, freddati da tre colpi di pistola. Non solo. Entrambi avevano in comune un uomo, che doveva loro del denaro: Renato Rossi, 67 anni, originario di Ferrara ma residente a Martellago, nel Veneziano, reo confesso dell'omicidio, avvenuto a Piombino Dese, di Ezio Sancovich, 62 anni, consulente esterno della Moncler, era già stato indagato anche per l'omicidio del commercialista Luciano Forlani, avvenuto il 21 dicembre del 1989 a Villa del Bosco, frazione di Correzzola.

DELITTO "FOTOCOPIA". Un caso che, all'epoca, venne archiviato per mancanza di prove - Rossi non venne mai arrestato - e che ora, come riportano i quotidiani locali, è stato riaperto, alla luce di un delitto "fotocopia", quello di Sancovich, che presenta notevoli, troppe analogie con quello avvenuto ormai 26 anni fa. I carabinieri del comando provinciale di Padova hanno, infatti, richiesto alla questura di Ferrara il materiale raccolto allora, per esaminarlo e confrontarlo con quanto accaduto a Piombino.

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