Omicidio di Fontaniva, la cimice nascosta dentro l'auto di Giacon

La moglie avrebbe nascosto un registratore nella Opel Astra del marito, servita agli investigatori per fare luce sulla dinamica dell'omicidio del 72enne avvenuto lo scorso 4 maggio a Fontaniva in via Boschi

Il luogo del delitto e l'auto di Alfredo Giacon

Una cimice all'interno dell'auto di Alfredo Giacon, ex gestore dello storico bar "Borsa" di Cittadella, ucciso nella notte tra il 4 e il 5 maggio in via Boschi a Fontaniva, nella località di Ceo Pajaro, avrebbe rivelato particolari importanti sull'omicidio del pensionato 72enne. Il registratore, come riportano i quotidiani locali, sarebbe stato piazzato nell'Opel Astra dell'uomo da sua moglie, forse per fare luce sulle sue frequentazioni di natura omosessuale. Ma quell'audio, infine, sarebbe servito agli investigatori per tutt'altro: per chiarire la dinamica di un brutale massacro.

VIDEO: Guarda le immagini del luogo del ritrovamento

LA CIMICE. Gli inquirenti, attraverso il sonoro recuperato dalle registrazioni, sarebbero riusciti a stabilire con precisione l'orario in cui il reo confesso Samir Muzzin ha ucciso il 72enne colpendolo a sassate: alle 23.30 di domenica 4 maggio. Il corpo era stato ritrovato solo due giorni dopo. La cimice avrebbe inoltre immortalato l'apertura e la chiusura della portella dell'auto. Sarebbe stato il momento in cui l'assassino ha frugato nel mezzo, asportando il denaro e il cellulare dell'agonizzante Giacon.

VIDEO: La lunga notte di follia dell'assassino

LO SPOSTAMENTO DEL CORPO. L'apparecchio avrebbe registrato ancora altri fruscii, ma nessun suono che permetta di capire come sia avvenuto lo spostamento del corpo dal luogo dell'aggressione a quello in cui è stata rinvenuta la salma, qualche decina di metri più in là, con la testa del pensionato nell'acqua del Brenta. Non si udirebbero rumori che farebbero supporre un ritorno dell'assassino sulla scena del delitto. Cosa che confermerebbe l'ipotesi di un presunto complice di Muzzin, che si sarebbe occupato dello slittamento del cadavere. Accertamenti sulle scarpe del fratello e del padre del 25enne, accusato di avere ucciso Giacon, non avrebbero dato esito. Il pubblico ministero Giorgio Falcone è in attesa degli ultimi accertamenti, prima di chiudere il caso con la richiesta di giudizio immediato per omicidio volontario.

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