Regolamento di conti a Bagnoli: l'imprenditore confessa e dichiara di aver sparato per difesa

Benedetto Allia, accusato di omicidio e tentato omicidio, nel lungo interrogatorio con il sostituto procuratore Maria D'Arpa ha ammesso di aver imbracciato il fucile dopo che il 29enne marocchino l'ha ferito con un coltello davanti al suo rifiuto di saldare il debito

"Ho sparato per difendermi", queste le parole di Benedetto Allia ai carabinieri in seguito ai fatti di sabato mattina a Bagnoli di Sopra. L'imprenditore catanese è accusato dell'omicidio di Francesco Mazzei, 38enne calabrese e del tentato omicidio di Y.L. 29enne marocchino. All'origine del delitto un regolamento di conti: l'imprenditore, nel lungo interrogatorio con il sostituto procuratore Maria D'Arpa,  ha ammesso di avere sparato a chi gli chiedeva soldi.

I FATTI.

Sabato mattina Mazzei avrebbe accompagnato il 29enne marocchino alla ditta di cui era stato dipendente, la verniciatura 'LB', pretendendo il saldo di un debito di migliaia di euro. Difronte al rifiuto di saldare dell'imprenditore, il 29enne avrebbe estratto un coltello che, secondo la ricostruzione fornita da Allia, avrebbe raggiunto l'imprenditore al collo (ferite giudicate guaribili in 8 giorni, 10 punti di sutura); il catanese avrebbe quindi reagito imbracciando il fucile e sparando. Mazzei ferito al torace muore praticamente sul colpo mentre il 29enne marocchino riesce a fuggire e a guidare fino alla stazione di servizio di via Mazzini e a chiedere aiuto.

MAFIA.

Tutti e tre i protagonisti della vicenda risultano avere precedenti: Allia per danneggiamento e resistenza a pubblico ufficiale, Mazzei per furti, danneggianti e maltrattamenti in famiglia infine Y.L, il 29enne marocchino, per droga e stalking nei confronti della ex. Quanto al fucile usato da Allia sono in corso indagini per risalire al proprietario in quanto non risulta essere dell'imprenditore catanese. Si era aperta anche un'ipotesi su un possibile coinvolgimento della mafia ma ad oggi gli inquirenti sembrano escluderlo.

INTERROGATORIO FERITO.

Nella giornata di lunedì gli inquirenti sentiranno anche il 29enne marocchino, ricoverato in clinica chirurgica all'ospedale di Padova e dichiarato fuori pericolo, in modo da sentire anche la sua versione dei fatti.

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