Cronaca Corso Giovanni Stevanato

Omicidio a Piombino Dese, manager ucciso con 3 colpi di pistola: sospettato confessa

A meno di 24 ore dal ritrovamento del cadavere crivellato di colpi di Ezio Sancovich, 62enne, consulente esterno della Moncler, i carabinieri stringono le manette ai polsi di R.R. 67enne di Martellago (Venezia). All'origine del gesto ci sarebbe un contrasto per debiti non pagati

A destra, la vittima, Ezio Sancovich

Svolta nel giallo di Piombino Dese, dopo un lungo interrogatorio, nel pomeriggio di martedì i carabinieri di Padova hanno arrestato R.R., 67enne di Martellago (Venezia). L'uomo sarebbe stato ascoltato per ore negli uffici di via Rismondo e individuato come la persona che ha freddato con tre colpi di pistola alla testa Ezio Sancovich, 62 anni, consulente esterno della Moncler, nota azienda di abbigliamento. Da quanto trapelato, i due si sarebbero incontrati per questioni di lavoro e, a bordo dell'auto di Sancovich, una Bmw station wagon, sarebbe nata una discussione poi degenerata lungo la strada regionale 245. All'origine del gesto ci sarebbe un contrasto per debiti non pagati.

LA DINAMICA: Come si sarebbero svolti i fatti

GIALLO A PIOMBINO. L'allarme è scattato lunedì sera, verso le 21, quando un passante, notando l'auto ferma, accostata a bordo strada, ha allertato le forze dell'ordine, ma si suppone che la tragedia si sia consumata almeno un'ora prima. Sul posto sono arrivati i carabinieri, che hanno predisposto due posti di blocco per isolare la scena del delitto ed eseguire i rilievi necessari a ricostruire cosa possa essere accaduto: se a sparare sia stato qualcuno che conosceva la vittima oppure no, e per quale ragione.

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LA CONFESSIONE. In poco meno di 20 ore, il personale del comando provinciale dei carabinieri, portando a termine un'attività di indagine condotta nell’ambito delle province di Padova e Venezia, ha acquisito inconfutabili elementi di reità a carico di R.R., disegnatore capi d’abbigliamento, che nel tardo pomeriggio è stato sottoposto al fermo di indiziato di delitto perché ritenuto responsabile dell’omicidio. Stando a fonti investigative, ha ammesso le proprie responsabilità al procuratore della Repubblica di Padova, Matteo Stuccilli, e al sostituto procuratore Roberto Piccione.

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LE INDAGINI. Gli inquirenti non avevano escluso alcuna pista, se non quella della rapina dal momento che non c'erano tracce di un'eventuale colluttazione e, gli oggetti di valore come il portafoglio, erano stati trovati nella tasca dell'uomo. Sul luogo del crimine non erano stati trovati nemmeno dei segni di frenata per cui si presupponeva che la vittima avesse aperto la portiera al suo aggressore.

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RICOSTRUZIONE. Sancovich era uscito dal lavoro per fare rientro a casa, a Rubano, quando ha incontrato il suo aggressore che gli ha sparato tre colpi con una pistola di piccolo calibro all'interno dell'abitacolo della sua auto. Al momento del rinvenimento, aveva la cintura allacciata e il portafoglio in tasca.

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