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Avvocati in tribunale

Avvocati in tribunale

Anziano ucciso e dato alle fiamme Ergastolo all'ex vicino romeno

L'omicidio nel 2007, quando il corpo dell'agricoltore di Due Carrare Guerrino Bissacco viene ritrovato semicarbonizzato nella sua abitazione. Dopo sei anni, arriva la condanna definitiva per l'unico indiziato

È il 37enne romeno Ioan Gabriel B. l'assassino di Guerrino Bissacco, l'anziano ucciso la sera del 6 giugno 2007 nella sua casa di Due Carrare. A stabilirlo la Corte d'Assise d'Appello di Venezia, che - come riportano i quotidiani locali - ha ribaltato le due precedenti assoluzioni da parte della Corte d'Assise di Padova nel marzo 2009 e della Corte d'Appello nel novembre 2011. Un banale furto degenerato in un brutale omicidio perpetrato da un ex vicino di casa della vittima, che mercoledì mattina è stato condannato all'ergastolo a conclusione del secondo processo d'Appello, dopo che lo scorso aprile la Cassazione aveva accolto il ricorso della Procura generale e dell'ex moglie della vittima, Lea Penon, costituita parte civile.

LA DINAMICA DELL'OMICIDIO. L'assassino conosceva bene la sua vittima, che abitava a soli tre chilometri da casa sua e per la quale aveva effettuato anche saltuari lavoretti. Questa la ricostruzione dei fattio secondo l'accusa: l'obbiettivo iniziale del romeno non era certo quello di compiere un efferato delitto, il piano era quello di rubare la targa dell'auto di Bissacco, per rendere la propria vettura irrintracciabile. Il romeno infatti si stava preparando alla fuga in patria dove voleva trascinare la fidanzata - che non voleva più sposarlo - rapendola dal night club dove lavorava a Rovigo. Ma quella sera qualcosa va storto: l'anziano avverte dei rumori nel garage della sua abitazione in via Bassan 2 e scende a controllare, è allora che il ladro, colto in flagrante e riconosciuto, perde il controllo, colpisce in testa con una mazza l'anziano, lo porta in camera da letto e lo soffoca per poi dare alle fiamme la casa nel tentativo di far sparire le prove.Ioan Gabriel B.-2

UN UNICO SOSPETTATO. Nonostante il tentativo di depistare le indagini, l'autopsia sul corpo di Bissacco fa emergere chiaramente che l'uomo è stato assassinato tramite soffocamento, e il romeno, fuggito facendo perdere le proprie tracce per una decina di giorni, viene individuato come unico indiziato e iscritto nel registro degli indagati il 29 luglio dello stesso anno, quando si trovava già in carcere a Rovigo per il tentato sequestro della fidanzata. Ad incastrarlo, oltre all'esito dell'autopsia e il movente della targa rubata, le intercettazioni telefoniche, i lucchetti dell'abitazione trovati tranciati e  l'orologio della stanza dell'anziano, bloccato dal calore dell'incendio alle 21.44, ora in cui la cella del telefono di Barbuta agganciava la casa della vittima.

LA SENTENZA. Oltre all'ergastolo, i giudici veneziani hanno stabilito il pagamento da parte del colpevole - che ora si trova in Romania - di un risarcimento di 200mila euro all'ex moglie della vittima, il pagamento di tutte le spese processuali fin dal primo grado, e l'isolamento diurno per sei mesi.

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