Omicidio Noventa, anche il web si mobilita: raccolta firme e gruppi social per la verità

Sono passati più di due mesi dalla scomparsa di Isabella Noventa che ha trascorso la sua ultima sera con l'ex compagno Freddy Sorgato, accusato con la sorella Debora e l'amica Manuela Cacco dell'omicidio dell'impiegata 55enne di Albignasego

Il gruppo Facebook e la petizione presenti sul web

I giorni passano inesorabili, i principali indiziati dell'omicidio non parlano e dal 15 gennaio scorso non c'è alcuna traccia del corpo di Isabella Noventa. Nonostante le continue ricerche, le acque del fiume Brenta, dove i sommozzatori si stanno concentrando, non hanno restituito nulla.

WEB. In attesa di sviluppi, la rete si mobilita. In questi giorni, su Facebook è stato aperto un gruppo denominato "Giustizia e verità per Isabella Noventa", e che conta più di 700 membri, mentre sul sito internet firmiamo.it è stata lanciata dall’avvocato della famiglia Noventa, Gian Mario Balduin, una petizione perché si continui a cercare la verità e soprattutto il corpo della donna. "Non smettiamo le ricerche! Approfondiamo! I colpevoli devono restare in carcere senza sconto di pena", si legge sulla pagina web della raccolta firme.

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CARCERE. Nel frattempo sabato, Manuela Cacco, accusata con i Freddy e Debora Sorgato dell'omicidio di Isabella, l'anello debole del trio, quella che ha svelato la messinscena della camminata in centro a Padova indossando il cappotto bianco di Isabella, e la più "provata", riceverà la visita dell'anziana madre Rosalba nel carcere di Montorio (Verona) dove si trova reclusa.

NUOVI INTERROGATORI PER FREDDY E DEBORA. Nei prossimi giorni dovrebbero arrivare anche gli esiti degli accertamenti, affidati alla biologa Luciana Caenazzo, sulle tracce ematiche e biologiche rinvenute nella cucina dell'abitazione dell'autotrasportatore e ballerino, il luogo dove si suppone sia stato compiuto il delitto. Nel contempo, i fratelli Sorgato, che finora non hanno voluto collaborare con gli inquirenti, dovrebbero essere nuovamente interrogati dal pubblico ministero Giorgio Falcone.



 

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