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Delitto Armando, ergastolo per la padovana Alessandra Cusin

Dopo 19 anni è arrivata la sentenza, con aggravante per futili motivi e crudeltà, per la 38enne che ha accoltellato Maria Armando grazie ad alcune intercettazioni che l'hanno incastrata

La Corte d'Assise di Verona ha condannato all'ergastolo Alessandra Cusin, la 38enne padovana unica imputata per l'omicidio di Maria Armando, uccisa con 21 coltellate il 23 febbraio 1994 nella sua casa a San Bonifacio, nel veronese.

LA SENTENZA. La Corte, presieduta da Sandro Sperandio, riconoscendo colpevole la Cusin per omicidio premeditato, ha applicato l'aggravante dei futili motivi e della crudeltà (il corpo della vittima era stato trovato con un bastone infilato nelle parti intime). 20mila euro di risarcimento sono stati assegnati al fratello della vittima, Cesare Armando.

LA VICENDA: IN CARCERE DOPO 17 ANNI DAL DELITTO

LE INDAGINI. L'indagine era stata riaperta nel 2010, dopo oltre 16 anni, grazie ad alcune intercettazioni ambientali dei carabinieri nella quali la Cusin confidava al fidanzato di avere ucciso Maria Armando. I giudici hanno accolto la richiesta del pubblico ministero, Gulia Labia.

LA DIFESA.  Alla lettura della sentenza l'imputata è scoppiata in lacrime; il suo legale ha annunciato ricorso in Appello, riservandosi di leggere le motivazioni della sentenza. "L'indizio di colpevolezza - ha spiegato Andrea Sanguin - si basa sulle confidenze della Cusin, intercettate dai carabinieri, nella quale affermava di avere compiuto l'omicidio con altre cinque persone. Questo indizio è stato considerato determinante dai giudici, che però non considerano coinvolte nel delitto tutte le altre cinque persone, che erano indagate".

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