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Le forze dell'ordine davanti alla palazzina di via Canestrini dove si è consumata la tragedia (fonte: YouReporter)

Le forze dell'ordine davanti alla palazzina di via Canestrini dove si è consumata la tragedia (fonte: YouReporter)

Omicidio di via Canestrini, Paolo Rao ancora sedato in condizioni stabili

Il 30enne che ieri ha ucciso a coltellate l'ex 28enne Erica Ferazza davanti alla figlia di 3 anni è ancora ricoverato all'ospedale in uno stato di semi incoscienza. Uno psichiatra stabilirà la sua capacità di intendere e volere

Ancora sedato dai farmaci e semi incosciente, Paolo Rao si trova ricoverato nel reparto di terapia intensiva dell'ospedale di Padova e i medici, pur mantenendo la prognosi riservata, sono fiduciosi sulla sua capacità di recupero. Appare però improbabile, date le condizioni di salute stazionarie ma comunque critiche, che il pubblico ministero titolare dell'indagine Vartan Giacomelli possa interrogare già nelle prossime ore il 30enne padovano che ieri mattina ha tentato il suicidio - salvato poi da vigili del fuoco e polizia - in seguito alla lite furiosa in cui ha ucciso a coltellate l'ex compagna Erica Ferazza nell'appartamento di via Canestrini dove la 28enne originaria di Gallarate (Varese) viveva con la figlia di 3 anni - attualmente affidata agli zii paterni - avuta dalla loro relazione ormai conclusa.

LA NOTIZIA "FLASH": MASSACRA L'EX DAVANTI ALLA FIGLIA DI 3 ANNI

Erica Ferrazza-2LA CONSULENZA PSICHIATRICA. Nelle prossime ore il pm affiderà una consulenza tecnica ad uno psichiatra per stabilire la capacità di intendere e volere dell'omicida al momento del delitto. Non dovrebbe trattarsi di un omicidio premeditato in quanto il coltello usato per uccidere l'ex compagna è stato preso dall'uomo nell'abitazione della donna e inoltre non sono stati trovati scritti o altro materiale che possano far immaginare che l'uomo si fosse recato nella casa con il proposito di uccidere l'ex fidanzata.

CHI SONO VITTIMA E CARNEFICE: LA TRAGEDIA DELLA DEPRESSIONE

LA DEPRESSIONE. I rapporti tra i due si erano logorati da tempo, aggravati dalla profonda depressione di cui Paolo Rao soffriva da quando il padre, Fortunato, molto conosciuto a Padova in quanto per anni direttore generale dell'Ulss, era venuto a mancare improvvisamente lo scorso anno.

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