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Omicidio Salpietro, si torna in aula. Il tycoon croato: "Mi sono offerto di risarcire i figli", ma loro negano: "Mente, i soldi li voleva lui da noi"

Si riparte daccapo. Lunedì, la difesa ha sostenuto l'incapacità di intendere e di volere dell'imputato, il ricco imprenditore croato Tomislav Horvatincic. Si tornerà in aula il 20 marzo

Era il 16 agosto 2011, quando i coniugi padovani Francesco Salpietro e Marinelda Patella morirono in Croazia dopo uno scontro fatale con la barca del ricco imprenditore croato Tomislav Horvatincic. L'incidente nautico avvenne nel mare Adriatico, di fronte alla cittadina di Primosten.

LA VICENDA GIUDIZIARIA. Nel novembre del 2015, il tribunale croato di Sebenico condannò Horvatincic per duplice omicidio colposo, omissione di soccorso e per violazione delle norme del Codice della navigazione, ad un anno e 8 mesi, con la condizionale. I giudici ritennero l'imprenditore responsabile dello scontro, provocato dal comportamento "sconsiderato nella conduzione della sua barca a vela, avendo innescato il pilota automatico ad una velocità di 24 nodi". A distanza di un anno, però, nel novembre del 2016, la Corte d'Appello di Zara annullò la sentenza di condanna, disponendo che il tribunale di Sebenico ripetesse tutto il processo, allo scopo di accertare - come richiesto dai legali del tycoon croato - la capacità di intendere e di volere di Horvatincic al momento dell'impatto con l'imbarcazione dei Salpietro: secondo quanto sostenuto dalla difesa, infatti, l'imprenditore il giorno della tragedia sarebbe stato colpito da una sincope, per questo il suo mezzo si sarebbe schiantato senza controllo contro quello dei coniugi padovani.

SI RICOMINCIA DACCAPO. Così, a cinque anni e mezzo dalla morte dei Salpietro, dopo un tormentato iter giudiziario per molti versi controverso, lunedì si è ripartiti daccapo. Un nuovo processo, ma sempre la stessa giudice, quella della condanna - da molti ritenuta "leggera" - inferta in primo grado. Come riportano i quotidiani locali, in aula i difensori dell'imputato avrebbero sottolineato lo stato di incoscienza di Horvatincic al momento dell'incidente e la sua incapacità  di manovrare l'imbarcazione a causa della sincope; l'imprenditore croato, dal canto suo, avrebbe sostenuto di avere cercato in più occasioni, ma invano, di trattare un risarcimento con la famiglia delle vittime. Affermazione, quest'ultima, rigettata dagli avvocati e dagli stessi figli dei Salpietro, secondo cui il tycoon non avrebbe mai offerto alcunché, anzi, ai due fratelli era stato chiesto un risarcimento per i danni che la barca dei padovani avrebbe provocato a quella dell'imprenditore. Intanto l'udienza è stata rinviata al prossimo 20 marzo.

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