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5 anni e 9 mesi per omicidio stradale alla donna che uccise la maestra di Limena

É stata condannata, prima donna in Italia, per aver causato la morte di Paola Rosa Tanga mettendosi alla guida sotto effetto dell'alcol. Cade l'accusa legata all'uso del cellulare

Cinque anni e nove mesi di reclusione per aver causato la morte di Paola Rosa Tanga. Come riportano i quotidiani locali, questa la pena confermata a carico di S.P., la prima donna in Italia condannata per omicidio stradale dopo l'introduzione della nuova legge nel marzo 2016.

L'udienza

La sentenza è arrivata martedì 17 aprile al termine della seduta svoltasi al tribunale di Padova, presieduta dal giudice Claudio Marassi, che ha visto in aula l'imputata 52enne assistita dall'avvocato Marilena Bertocco. Le accuse contestate vanno dall'omicidio stradale alla guida in stato di ebbrezza, a cui si aggiungono un'ammenda di 4mila euro, 800 euro di sanzioni amministrative, il pagamento delle spese processuali, la confisca del mezzo su cui viaggiava il giorno del tragico impatto e la revoca della patente. Non confermato invece l'utilizzo dello smartphone al momento dello schianto.

La battaglia sull'uso dello smartphone

Il 29 marzo il pubblico ministero Federica Baccaglini aveva chiesto nove anni di reclusione e un risarcimento di 1 milione e 800mila euro, cifra già liquidata ai familiari della vittima costituitisi parte civile. Oltre alla contestazione del pesante tasso alcolemico - 2,1 grammi per litro di sangue secondo il pm, a fronte degli 0,5 consentiti per legge - con cui l'imputata si era messa alla guida, la battaglia tra accusa e difesa si è giocata anche sul presunto uso del cellulare negli attimi dell'incidente. Secondo la perizia commissionata dalla procura, al momento dell'impatto sul telefonino della donna è stata aperta un'applicazione, prova del fatto che la guidatrice sarebbe stata distratta dallo smartphone e non concentrata sulla guida. La ricostruzione è stata duramente contestata dalla difesa, secondo cui l'attivazione sarebbe dipesa dall'urto provocato dallo scontro. La contestazione dell'uso del cellulare è comunque stata esclusa dalla sentenza.

I reati contestati

Sono invece stati confermati gli altri capi di imputazione. A partire dalla guida sotto effetto dell'alcol e dal rifiuto di sottoporsi all'alcoltest che, effettuato tramite prelievo sanguigno solo ore dopo, ha rilevato un tasso di 1,5 grammi per litro, procurando una sanzione decisamente inferiore rispetto a quella richiesta dall'accusa. Tra le altre contestazioni anche l'eccesso di velocità (la Bmw dell'imputata viaggiava a 97 chilometri orari in un tratto con il limite fissato a 90), la condotta pericolosa alla guida e l'invasione della corsia opposta.

La vicenda

Il tragico episodio risale al 25 giugno 2016, quando l'imprenditrice 52enne a bordo della sua Bmw Z4 cabrio percorrendo ad alta velocità la bretella Boston in direzione di Abano si era scontrata frontalmente con la Lancia Y guidata da Paola Rosa Tanga. La violenza dell'impatto e l'entità delle ferite non avevano lasciato scampo alla 59enne maestra elementare di Limena, che era deceduta sul colpo. All'arrivo dei soccorritori e delle forze dell'ordine era stato subito evidente lo stato di alterazione della donna che aveva provocato l'incidente, dal quale era uscita illesa, che rifiutava categoricamente di sottoporsi all'alcoltest. L'esame, anche se effettuato solo alcune ore dopo lo schianto, aveva rilevato un tasso alcolemico tre volte superiore al consentito, dando prova certa che la donna quel giorno fosse salita in auto in condizioni del tutto inadatte alla guida. La 52enne era stata arrestata con l'accusa di omicidio stradale e guida in stato d'ebbrezza, finendo agli arresti domiciliari e venendo poi scarcerata. Fino alla sentenza di ieri.

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