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Silvana Cassol

Silvana Cassol

Cadoneghe, dopo il dramma una fiaccolata contro il femminicidio

In seguito all'omicidio di Silvana Cassol, uccisa dal marito Gabriele Ghersina che si è suicidato, l'amministrazione comunale ha indetto un momento di riflessione per venerdì sera, dalle 20.45 in piazza Insurrezione

Un momento di riflessione pubblico, aperto alla partecipazione di tutti, per dire basta al femminicidio.

LA FIACCOLATA. Lo organizza per domani sera, venerdì 24 maggio, l'amministrazione comunale di Cadoneghe con Udi e l’appoggio del Pd, in seguito ai gravi fatti che hanno sconvolto la comunità con l'omicidio di Silvana Cassol, uccisa dal marito Gabriele Ghersina a sua volta suicida. Una fiaccolata per ricordare, ma soprattutto per riflettere sulla condizione della donna nel mondo di oggi. L'appuntamento è dalle 20.45 in piazza Insurrezione. Ai partecipanti l'invito di portare con sè candele e torce.

FERMARSI A RIFLETTERE. "Siamo tutti costernati di fronte a quanto è successo – dice il sindaco Mirco Gastaldon –, e proprio per questo dobbiamo soffermarci a riflettere. Questa iniziativa ha valore di testimonianza civile di fronte a una questione etica e culturale che ci coinvolge tutti e sulla quale questo Comune ha investito molto. Voglio ricordare che il Consiglio comunale nella seduta dello scorso 29 aprile ha approvato l’adesione al progetto denominato “Convenzione contro la violenza maschile sulle donne – femminicidio no more”. Questo documento è stato elaborato a livello nazionale dalle associazioni che condividono un forte impegno sul tema della violenza sulle donne per richiamare le istituzioni alla loro responsabilità e agli atti dovuti per combattere questo terribile fenomeno. La violenza sulle donne non è da inquadrare come una emergenza, ma è un fenomeno strutturale di una società che pone uomini e donne in una relazione di disparità".

LA CONVENZIONE. Il documento approvato dal Consiglio comunale rileva la necessità di pervenire a una definizione univoca e al monitoraggio del fenomeno con raccolta dati per la formazione di un Osservatorio nazionale sulla violenza contro le donne. Viene proposta l’istituzione di un numero di pubblica utilità (il 1522) e una più specifica formazione delle persone che lavorano nel settore (forze dell’ordine, servizi sanitari, medici di base, servizi sociali, magistratura, giornalisti). Altro punto qualificante della proposta consiste nella richiesta di riconoscimento e     finanziamento dei centri antiviolenza come parte integrante dei servizi da offrire sul territorio per accogliere donne vittime di violenza (e i loro figli).

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