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Omicidio col Suv pirata, spunta un nuovo colpevole reo confesso

Dopo il fermo dello scorso 30 aprile di un romeno 35enne proprietario del cellulare rinvenuto nell'auto che ha investito mortalmente il 76enne Goffredo Macolino in via Vicenza a Padova, questa notte il vero responsabile si è costituito

Colpo di scena. Questa notte un 22enne romeno, reo confesso per l'omicidio del 76enne Goffredo Macolino in via Vicenza a Padova, si è consegnato ai carabinieri del comando provinciale.

L'INCIDENTE

 

IL VIDEO: I SOCCORSI SUL LUOGO DELL'INCIDENTE

 

IL VIDEO/1: I MEZZI COINVOLTI NELL'IMPATTO

IL PRECEDENTE PRIMO FERMO. Venerdì 30 aprile i militari dell'arma avevano eseguito un primo fermo nei confronti del connazionale 35enne Valentin Marius B., risultato intestatario del telefono cellulare rinvenuto a bordo del Suv rubato causa del grave incidente mortale di mercoledì 28 aprile ai piedi del cavalcavia di Chiesanuova. Il provvedimento restrittivo si era reso indispensabile una volta costatato che il soggetto era oramai in procinto di lasciare la città patavina.

FERMATO ROMENO 35ENNE

 

IL 35ENNE FERMATO NON HA LA PATENTE

REO CONFESSO SI COSTITUISCE. Date le gravi accuse nei suoi confronti, il 35enne, per alleggerire la sua posizione, ha preferito fare il nome del connazionale a cui aveva prestato il cellulare e che si trovava quindi alla guida del veicolo investitore e che, pressato dalle numerose perquisizioni e ricerche sul territorio dei carabinieri - in particolare nei confronti della comunità rumena e degli ambienti dei pregiudicati dell’Est – si è infine consegnato. Si tratta di un nullafacente, incensurato e senza patente.

L'INTERROGATORIO E IL NUOVO FERMO. Il ragazzo è stato subito accompagnato in caserma e, nel corso di un interrogatorio fiume condotto dal pm della Procura Benedetto Roberti nel tribunale di Padova, con l’ausilio di un interprete e l’assistenza di un legale, ha subito confessato rispondendo a quanto gli veniva contestato. Al termine dell’interrogatorio, il pm ha valutato gli elementi di riscontro ed ha emesso un provvedimento di fermo che scagiona – in parte – la posizione del 35enne che resta comunque ancora indagato nell’ambito dello stesso procedimento. Ora il 22enne si trova associato al carcere di Padova.


 

 

 

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