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Il luogo del delitto (fonte: Youreporter)

Il luogo del delitto (fonte: Youreporter)

Assassina l'ex e ferisce la figlia Rao rischia doppio processo

Per la prima volta dopo il delitto del 7 ottobre 2012, il figlio del defunto direttore dell'Ulss 16 parla con il pubblico ministero che chiede il rinvio a giudizio. Interrogatorio filmato per un'eventuale perizia psichiatrica

Si sono accese le telecamere per l'interrogatorio di Paolo Rao, l'ingegnere 30enne figlio del defunto direttore dell'Ulls 16 di Padova, che il 7 ottobre 2012 uccise a coltellate l'ex compagna Erica Ferazza nel suo appartamento di via Canestrini 145 a Voltabarozzo, dopo aver minacciato di lanciare dal balcone la figlioletta. Come riportano i quotidiani locali, l'omicida giovedì ha parlato a lungo, e per la prima volta dopo il dramma, davanti al pubblico ministero Vartan Giacomelli che ne ha chiesto il rinvio a giudizio. Il filmato potrebbe essere valutato ai fini di una perizia psichiatrica. Intanto Rao rischia di finire a processo due volte, non solo per l'omicidio di Erica, ma anche per il ferimento della bambina risalente al 9 agosto 2011.

 DRAMMA IN VIA CANESTRINI: Nel video il luogo del delitto

LA PISTA DEGLI INVESTIGATORI. Per gli inquirenti sembra scartata la tesi, sostenuta da alcuni familiari e amici della vittima, secondo cui Erica e Paolo sarebbero stati sul punto di tornare insieme. Alcuni elementi indirizzano piuttosto a pensare che l'omicidio sia scaturito da una lite violenta causata dal rifiuto da parte della giovane psicologa nei confronti dell'ex compagno. Secondo la ricostruzione degli eventi, prima dell'omicidio Rao aveva trascorso la notte a casa di Erica dormendo sul divano. Ma è dalla mansarda, nella camera da letto di madre e figlia che la scientifica ha rintracciato le prime tracce di sangue. Dunque sarebbe qui che Rao ha iniziato ad accoltellare Erica, che stando alla testimonianza di una vicina, era riuscita ad aprire la porta di casa nel tentativo di scappare, immediatamente bloccata dall'omicida. Poi la minaccia del 30enne di lanciare dal cornicione del poggiolo la figlia di tre anni e mezzo. Il tutto davanti agli uomini della squadra mobile giunti sul posto, che riuscirono a metterla in salvo saltando da un terrazzo all'altro. Infine il tentato suicidio dell'uomo che dopo essersi tagliato le vene di collo e polsi si era appeso con un lenzuolo alla scala dell'abitazione per poi essere raggiunto dai soccorsi e scamparla nonostante le gravi condizioni.

DOPO L'OMICIDIO IL TENTATO SUICIDIO: Paolo Rao ricoverato in ospedale
 

LE ACCUSE E IL DOPPIO PROCESSO. Paolo Rao, tuttora ricoverato nel reparto di psichiatria dell’ospedale di Camposampiero, dovrà rispondere di omicidio volontario aggravato. Ma non finisce qui, perchè la procura di Livorno ha chiesto di processarlo anche per i fatti del 9 agosto 2011, quando l'ingegnere, durante una cena in vacanza a Marina di Bibbona (appunto nel Livornese), spostando dal seggiolino la figlia, le procurò una ferita al collo con il coltello della pizza che teneva in mano. In questo caso l'accusa sarebbe di lesioni volontarie aggravate. La bambina, che oggi ha quattro anni, è attualmente affidata alla nonna materna residente in provincia di Varese.


 

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