Studentesse omosessuali discriminate, la replica: «Invenzioni, non siamo un branco»

Alla presentazione del Pride la denuncia di Udu e Arcigay: due ragazze della residenza Copernico sarebbero state prese di mira dai compagni. Che però smentiscono categoricamente

L'ingresso della residenza Copernico

Il polverone si è alzato ieri nel corso della conferenza stampa di presentazione della nuova edizione del Pride. La portavoce di Udu ha fatto presente una presunta storia di omofobia e bullismo all'interno della residenza per studenti universitari di via Tiepolo, dove Luana e Giulia, coppia omosessuale, sarebbero state oggetto di pesanti insulti da parte di altri residenti. Una versione he i presunti bulli respingono con forza attraverso una lettera congiunta, e non firmata.

La smentita

«Ci riteniamo vittime di una bufera mediatica nata su accuse totalmente infondate che non corrispondono a realtà» esordiscono «Sosteniamo fermamente che i fatti di cui si parla non sussistono, anzi per noi la residenza Copernico è sempre stata e sempre sarà un luogo di condivisione, inclusione, tolleranza e crescita». Nessun insulto o atto discriminatorio dunque secondo i diretti interessati. Non si sa quanti dei poco meno di 200 studenti abbiano effettivamente partecipato alla stesura della nota. I firmatari tengono a prendere posizione anche nei confronti delle associazioni che hanno sollevato la questione: «Ci riteniamo profondamente delusi dalle varie associazioni studentesche e Lgbtiq+ che, invece di verificare che i fatti avvenuti fossero veritieri, hanno preferito attaccare pubblicamente un gruppo di studenti ascoltando solo una versioni degli eventi, fatto inaccettabile soprattutto dal momento che si fanno portavoce della difesa dei diritti della comunità studentesca (di cui anche noi facciamo parte)».

Nessun "branco"

La smentita è secca, nulla di tutto ciò è mai accaduto: «Non esiste prova alcuna che attesti l’esistenza di un “branco” responsabile di continue vessazioni e umiliazioni. Ci dissociamo totalmente come Residenza Copernico da accuse di questo genere e aggiungiamo che mai in questi mesi siamo stati testimoni di episodi di questo tipo».

La reazione della coppia

Pronta arriva anche la reazione delle dirette interessate, Luana Strada e Giulia Bellomia. «Fintanto che le smentite resteranno anonime e non saranno individuabili i firmatari, noi manteniamo la nostra posizione» spiegano. «Siamo perte al confronto, mentre dall'altra parte tale apertura non c'è stata. Firmare una lettera "studenti e studentesse della Copernico" lascia intendere di rappresentarli tutti, quando in realtà fra i tanti messaggi di solidarietà ricevuti c'erano diversi di persone che abitano nella residenza».

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