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#OntieBitonci, è la "guerra del kebab" che fa scalpitare Facebook

Un utente del socialnetwork lancia la proposta con un post: l'ultimo panino turco prima della nuova amministrazione leghista, venerdì alle 21. Un'idea che presto diventa virale, tra condivisioni e obiezioni

#OntieBitonci. Ovvero: l'epigrafe del kebab. È l'hashtag del momento, uno dei primi fermenti di opposizione alla linea politica dell'appena eletto sindaco, Massimo Bitonci. Si tratta di un evento, lanciato su Facebook da un utente, Marco Brighenti, che invita tutti i padovani a darsi appuntamento alle 21 di venerdì 13 giugno, ciascuno dal proprio "kebabbaro" di fiducia, per un "ultimo kebab". Scattando una foto ricordo con il panino in mano e postandola.

BITONCI E IL KEBAB. Un'ironica manifestazione di protesta, come tiene a precisare lo stesso fondatore del post tanto acclamato quanto contestato. ll riferimento è chiaro. A Cittadella Bitonci aveva imbastito una "lotta al kebab", impedendo che nuovi esercizi commerciali non autoctoni prendessero piede nella cittadina. Un pensiero non condiviso dall'utente questionato, che prende spunto dal "panino turco" per diffondere umoristicamente un messaggio.

IL MOTIVETTO. Inevitabile il successo di condivisioni, specialmente tra i giovani, affezionati alla carne sullo spiedo, alle salse e a tutte le possibili combinazioni che prevede il menù. Qualcuno addirittura pubblica un remake del testo "La solitudine" di Laura Pausini: "Senza salsa allo yogurt che monotonia, Bitonci e la sua giunta l'han mandato via". 

PRO E CONTRO. C'è chi la prende meno sul ridere, e scatta la polemica: "Non ho mai mangiato un Kebab in vita mia e grazie a Massimo non lo farò mai. W le tradizioni e buon lavoro Bitonci, poi eliminiamo anche tutte le pizzerie gestite da Napulè". Oltre 40 commenti, che invitano il cittadino fieramente tradizionalista a farsi una risata. Tra tutti ce n'è uno che spicca, perché centra la questione: "Padova è una città universitaria, e, oltre a piacere, il kebab è anche una pietanza alle portata di tutti gli studenti che non hanno soldi da spendere in ristoranti tipici padovani".

GUERRA DEL KEBAB. Insomma, fiottano i post, tra "mi piace" e obiezioni. Dalla "guerra del kebab", come la definisce un utende divertito, alla "guerra delle idee", che prende solo il "la" dal panino incriminato. Una "critica sociale - la chiama, infatti, un'altra partecipante - con l'?#‎ontiebitonci? day combattiamo pacificamente una chiusura culturale che non condividiamo (e che non si ferma alla questione kebab)".

IL GIRO DEL WEB. Sono post che diventano immediatamente virali, un po' perché partono da un "simbolo" della vita giovanile e studentesca, un po' perché l'argomento si presta ad essere discusso da ambedue i punti di vista. Sta di fatto che chi ha creato l'evento ribadisce l'ironia con cui è stato pensato, e chi non lo condivide resta fermo sul: "Non penso che il primo problema del nuovo sindaco sarà quello di eliminare il kebab da Padova".

L'ORGANIZZAZIONE. Gli organizzatori non intendono però cadere nel tranello della banalità e, oltre a moderare commenti e spam, danno alla manifestazione un programma organizzato e "civile", motivando le ragioni dell'iniziativa e invitando i partecipanti ad essere rispettosi e puliti: "Cogliamo l'occasione per protestare contro la politica anti giovani non tanto dell'amministrazione, perché è nuova, quanto della cittadinanza stessa, per esprimere il nostro disappunto verso l'elezione di un leghista, ma alla fine manteniamo la cosa un evento puramente goliardico - e, ancora - non abbiamo in mente di trasmettere un messaggio positivo (è solo una festa ironica, Bitonci non chiuderà davvero i kebabbari) ma almeno cerchiamo di non trasmetterne uno negativo".

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