Operai chiedono applicazione contratto nazionale, l'azienda li licenzia e disdice appalto

65 lavoratori della Batan srl impiegati da molto tempo all’interno dello stabilimento della Molino Rossetto spa  sono stati “mandati a casa". La comunicazione il giorno dopo l'incontro tra Adl Cobas e il Consulente del lavoro della Batan srl

Venerdì pomeriggio i 65 lavoratori della Batan srl impiegati da molto tempo all’interno dello stabilimento della Molino Rossetto spa  sono stati “mandati a casa” in quanto la loro azienda gli ha comunicato di aver dato la immediata disdetta del contratto d’appalto con il committente. «La giustificazione  alla base della drastica scelta della Batan è che l’appalto sarebbe diventato fortemente antieconomico, tutto a un tratto. Questo dopo che un gruppo di lavoratori, dopo anni di silenzio, ha avuto il coraggio di chiedere l’applicazione del CCNL». A raccontarlo è  il delegato sindacale di Adl Cobas, Luca Dall’Agnol.

Condizioni

All’interno del Molino Rosetto, in particolare in un reparto, quello dedicato all’estero, da molti anni 65 lavoratori tutti di origine marocchina operavano in regime di appalto - attraverso una cooperativa prima e una società  poi, riconducibili comunque a delle stesse persone sempre di origine marocchina - con condizioni di pesante sfruttamento. «I lavoratori - spiega Dall’Agnol - prestavano servizio regolarmente ben oltre l’orario massimo settimanale, mensile e annuale consentito – quasi sempre i turni erano di 12 ore consecutive -, erano tutti ampiamente sotto inquadrati - 1° livello al posto del 4°/5° livello del CCNL Multiservizi  - e le buste paga erano completamente irregolari - straordinarie maggiorazioni per lavoro notturno non pagati, retei di ferie inseriti all’interno della busta paga, sospensioni della prestazione lavorativa decise unilateralmente e non retribuite, utilizzo dell’indennità di trasferta per rimpinguare il netto a pagare evitando contributi e tasse.  Di fatto la busta paga veniva creata a partire da un sistema di calcolo parallelo che veniva esplicitato con dei foglietti di carta consegnati ai lavoratori».

Batan s.r.l.

«La comunicazione - spiegano dal sindacato Adl Cobas - da parte della Batan srl, ci ha stupito per le modalità e la tempistica, visto che arriva il giorno successivo all’incontro in sede sindacale con il Consulente del lavoro della Batan che nulla ci aveva detto a riguardo, anzi. I lavoratori, pur contestando la non regolarità delle condizioni impiego, iscrivendosi al sindacato hanno cercato di proporre alla Batan un percorso condiviso per l’applicazione del CCNL, ma per tutta risposta un giorno dopo il nostro incontro, che ci pareva si fosse chiuso con una apertura verso una soluzione negoziale, è arrivata la doccia fredda che oltre al danno ha anche i tratti della beffa. Nella comunicazione infatti non solo si giustifica la scelta con l’antieconomicità dell’appalto (ovviamente impiegare correttamente gli oltre 60 lavoratori avrebbe avuto un deciso aggravamento dei costi) si fa riferimento all’applicazione del FIS per i lavoratori coinvolti: questa è la prova che ovviamente la scelta di Batan era già stata presa - probabilmente al momento dell’iscrizione dei lavoratori al sindacato – visto che l’apertura della procedura di accesso al FIS prevede dei tempi e la stipula di un accordo con un organizzazione sindacale».

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Disponibilità

Il Molino Rossetto, contattato dal sindacato, si è reso disponibile ad un incontro nei prossimi giorni per discutere della situazione che sembrerebbe aver anche loro colto di sorpresa.

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