Operazione Indoor: vive a Padova il mediatore del maxi traffico di droga italo-spagnolo

Nato in Est Europa, da anni abita in città uno dei personaggi chiave del narcotraffico sgominato nei giorni scorsi. Ora in manette, gestiva i contatti tra grossisti e acquirenti

Uno dei carichi di marijuana intercettati nel corso dell'operazione Indoor

Stava rientrando nel capoluogo euganeo dal suo paese d'origine, l'Ucraina, dove si è era rifugiato per sfuggire al maxi blitz che all'alba del 20 novembre ha fatto saltare un'organizzazione criminale dedita al commercio su vasta scala di marijuana e hashish in Veneto. Invece al rientro ha trovato ad attenderlo i carabinieri, che gli hanno notificato l'ordinanza di custodia cautelare e lo hanno arrestato.

L'arresto

Si tratta della 17esima persona finita in manette nell'ambito dell'operazione antidroga “Indoor”, condotta dai carabinieri di Venezia con la collaborazione dei colleghi di Padova, Treviso e Vicenza. Venti le persone destinatarie di ordinanze di carcerazione, tre delle quali mancano ancora all'appello. Il blitz decisivo è scattato il 20 novembre in contemporanea tra il Veneto, la Spagna e l'Austria portando all'arresto di cittadini italiani, moldavi, ucraini e albanesi. Gestivano un vero e proprio traffico internazionale che riforniva di marijuana e hashish le piazze venete, incluse quelle padovane. Radicata sul territorio la banda criminale, con trafficanti che gestivano ogni dettaglio dei preziosi affari.

Tutti gli arrestati nel padovano

Partita ad aprile 2017, 'l'operazione ha portato al sequestro preventivo di beni per oltre un milione di euro. L'ucraino aveva il ruolo di facilitatore e mediatore tra i grossisti spagnoli e gli acquirenti italiani e dell'Est che portavano la merce in Italia. Oltre a lui il blitz del 20 novembre ha portato all'arresto di altre cinque persone residenti nel padovano, oltre a un 24enne trasferitosi da poco nel veneziano ma che per anni ha vissuto a Selvazzano. Agli arresti domiciliari sono finiti L.S., albanese 26enne residente a Caselle di Selvazzano, D.P. padovano 24enne di Vigonza, M.E. moldavo 24enne di Rubano e A.C. 25enne nato e residente a Padova. Obbligo di dimora nel territorio padovano e di firma, infine, per il 29enne N.B., residente ad Abano Terme.

Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...

Operazione Indoor: una lunga storia padovana

Prima del blitz decisivo,nel corso dei quasi due anni di indagini il padovano è già stato teatro di crimini legati a personaggi dell'asse italo-spagnola. Il 26 giugno 2017 a Selvazzano erano stati arrestati due corrieri sorpresi con 8 chili di marijuana nascosti in uno dei trolley che trasportavano in autobus nei loro frequenti viaggi tra Padova e Almeria. Stessa sorte per altri quattro trafficanti, scoperti e ammanettati tre mesi dopo, il 9 ottobre, ad Abano. In quel caso i chili di droga nascosti nel doppiofondo di un'auto erano ben 26: i corrieri partivano dalla Germania, raggiungevano Malaga e da lì ripartivano alla volta del Veneto.

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Tragico schianto nella serata di domenica: morta una donna, centauro ferito

  • Coronavirus, Zaia: «Ecco la nuova ordinanza con le riaperture del 25 maggio e del primo giugno»

  • Coronavirus, il primo aggiornamento di giornata su contagi e ricoveri a Padova e in Veneto

  • Gli cade addosso la fresatrice mentre la carica con un muletto: muore imprenditore

  • Coronavirus, il primo aggiornamento di giornata su contagi e ricoveri a Padova e in Veneto

  • Coronavirus, il primo aggiornamento di giornata su contagi che tornano a salire

Torna su
PadovaOggi è in caricamento