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"Oltre confine", svuota cassetta di sicurezza per trasferire il "tesoretto": un altro arresto

Tutto è iniziato con il blitz dello scorso 3 marzo. La Guardia di Finanza di Padova ha eseguito, mercoledì mattina, un'ordinanza di custodia cautelare per il reato di riciclaggio

La Guardia di Finanza di Padova ha eseguito, mercoledì mattina, un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip del tribunale di Vicenza all’esito delle indagini coordinate dalla Procura della Repubblica berica (procuratore capo Antonino Cappelleri e sostituto procuratore Claudia Brunino), nei confronti di E.P., una 60enne della provincia di Padova, per il reato di riciclaggio.

"OLTRE CONFINE", PRIMO STEP: IL VIDEO

"OLTRE CONFINE", UN ALTRO ARRESTO. L'arrestata è accusata di avere trasferito il denaro contenuto in un deposito bancario di Bratislava (Slovacchia), provento della colossale frode carosello ideata da A.B., promotore ed organizzatore, assieme ad M.B., di un'associazione per delinquere specializzata nella gestione di molteplici società in Italia e all’estero, il cui unico business sarebbe stato quello dell’emissione di fatture false nei confronti di società compiacenti (solitamente attive nel commercio di pellame). A.B. è stato arrestato dalle fiamme gialle del Gruppo di Padova lo scorso 3 marzo, nell'ambito di un'operazione denominata "Oltre Confine", ed ora si trova ai domiciliari.

"OLTRE CONFINE", SECONDO STEP: IL VIDEO

IL "TESORETTO" DA OCCULTARE. Il "tesoretto" in questione andava spostato prima che i magistrati e i finanzieri, sfruttando la collaborazione delle autorità giudiziarie e delle forze di polizia estere, riuscissero a completare l’esecuzione del sequestro, già estesa oltre confine. Del resto, proprio A.B., che si avvaleva di altri sodali per riciclare all’estero i proventi dei delitti fiscali, sia acquistando immobili sia intestando ad altri cassette di sicurezza in istituti di credito stranieri, aveva programmato per il 2 marzo degli spostamenti in Austria, Slovacchia e Repubblica Ceca, dove aveva da anni le cassette di sicurezza e dove depositava continuamente il denaro contante.

IL BLITZ DEL 3 MARZO. Il programma era stato, però, interrotto dal blitz del 3 marzo, che aveva portato all’arresto di 6 persone (5 in carcere ed una ai domiciliari), all’obbligo di presentazione quotidiana alla polizia giudiziaria per aoltre 8, nonché al sequestro di beni per oltre 1,3 milioni di euro. Era così emerso il giro di fatture false nel settore del commercio di pellame per un ammontare complessivo, ancora in fase di esatta quantificazione, di quasi 27 milioni di euro, ma anche l’utilizzo di 5 società estere (una con sede in Slovacchia, una in Polonia, una in Ungheria e due nella Repubblica Ceca), che avrebbero avuto la finalità di riciclare i proventi illeciti della frode.

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