Frode da 10 milioni sul pellet: 51 perquisizioni e sette arresti nell'operazione "Pupari"

Tra gli arrestati dalla guardia di finanza spicca un ex membro di Cosa Nostra, già collaboratore di giustizia. Le operazioni hanno visti impiegati oltre cento militari

All'alba di venerdì la guardia di finanza padovana, su mandato della procura di Rovigo, ha notificato sette ordinanze di custodia cautelare e eseguito 51 perquisizioni in varie regioni nell'ambito dell'indagine "Pupari 2.0" che ha smantellato un'associazione a delinquere dedita alla commissione di reati fiscali.

La frode

L'indagine è nata a inizio 2018 quando le Fiamme gialle euganee hanno cominciato a indagare sul 56enne Giuseppe La Rosa, noto pregiudicato con un passato tra le fila della mafia siciliana e residente nella Bassa Padovana. L'uomo si è scoperto essere il vertice di un'organizzazione che trafficava pellet e che, in pochi anni, sarebbe riuscita a evadere imposte per 10 milioni di euro. La frode fiscale avveniva riuscendo a non versare le tasse e l'Iva allo Stato grazie a un complesso sistema di fatture false emesse per vendite e prestazioni che le società (colluse) coinvolte non avevano mai eseguito. Attraverso una ventina di aziende "cartiera" ossia soltanto di facciata, il sodalizio criminale fingeva prestazioni lavorative per le quali venivano emesse fatture false riuscendo così a guadagnare sottraendosi ai versamenti dovuti al Fisco. L'articolato meccanismo della frode era gestito da padre e figlia siciliani, Giuseppe e Rosanna La Rosa, ciascuno amministratore di società intestate a prestanome con cui veniva commercializzato il pellet, riuscendo non solo a evadere le tasse ma anche a immettere sul mercato il prodotto a prezzi assolutamente concorrenziali e strappando così alle imprese oneste le commesse.

Arresti e indagati

Le persone indagate nell'ambito di "Pupari 2.0" sono al momento 21, per la gran parte residenti in Veneto, ma non è escluso che la rete delle indagini possa ulteriormente ampliarsi. Arresti e perquisizioni si sono svolti in Veneto, Piemonte, Lombardia, Trentin Alto Adige, Emilia Romagna, Toscana e Sicilia con oltre cento militari del comando provinciale di Padova e dei reparti territoriali. Sette i soggetti arrestati e sottoposti a misure cautelari, di cui una in carcere, una ai domiciliari e cinque obblighi di firma, a partire da Giuseppe La Rosa (56) e dalla figlia Rosanna (29), palermitani residenti a Megliadino San Vitale. Con loro anche Andrea Cesaro, 42enne di Montagnana residente a Borgo Veneto, il 35enne Roberto Sponchiado di Roncade (Treviso) e Danilo Sponchiado di Quarto d'Altino (Venezia) di 64 anni. E ancora Nicola Silvestrini, 52enne di Legnago (Verona) e Christian Pattis, coetaneo di Castelrotto (Bolzano). Tra gli altri 14 indagati, quattro risiedono nel Padovano tra Casale di Scodosia, Montagnana, Ponso e Masi.

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