Orari, riposi e turni notte: diffidate le aziende sanitarie e ospedaliere

Non siamo più disponibili a firmare degli assegni in bianco alle pubbliche amministrazioni. E per dimostrarlo in modo concreto siamo passati a formalizzare a tutte le aziende sanitarie ed ospedaliere di Padova una diffida formale. Già spedita ai destinatari.”

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PadovaOggi

Riceviamo e pubblichiamo:

Il prossimo 25 novembre, entrano in vigore gli effetti della legge del 30 ottobre 2014, n. 161, recante “Disposizioni per l’adempimento degli obblighi derivanti dall’appartenenza dell’Italia all’Unione europea – Legge europea 2013-bis” .  La legge, all’articolo 14 comma 1, sancisce che: “Decorsi dodici mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono abrogati il comma 13 dell’articolo 41 del decreto legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, e il comma 6 bis dell’articolo 17 del decreto legislativo 8 aprile 2003, n. 66”.

Insomma, alle aziende sanitarie ed ospedaliere sono stati dati dodici mesi per organizzarsi. Ma non tutte lo hanno fatto e ora , tramite l’Aran, chiedono un’altra proroga perché, rispettando le norme, con l’attuale dotazione organica stentano a garantire tutti i servizi. Dopo gli ennesimi incontri inconcludenti all’agenzia Aran dei giorni scorsi (sia con la dirigenza che con il comparto) la Fsi (Federazione sindacati indipendenti) ha quindi riunito il proprio Coordinamento federale delle regioni ed ha analizzato la situazione giungendo alla conclusione che il tavolo attualmente aperto all’Aran non ha alcuna possibilità di arrivare ad un risultato in tempi utili e per questa ragione ha deciso di agire subito. E così sono partite le diffide alle aziende sanitarie ed ospedaliere.

 “Le Regioni, ancor prima delle aziende interessate, sembrano voler giocare con il fuoco e prendere in giro i lavoratori alle proprie dipendenze, prendendosi ulteriore tempo con delle deroghe che non hanno ragione di esserci. Ma la vicenda è troppo seria per trattarla con questi sotterfugi - ha dichiarato Dario Nordio, segretario regionale veneto della Federazione, che ha anche aggiunto - siamo venuti incontro alle esigenze delle aziende nel 2008, sottoscrivendo un accordo sulle deroghe (l’art. 5 del CCNL 10/04/2008 ) che ha modificato il Ccnl del 7 aprile 1999, e in cambio abbiamo avuto una norma di legge che ci espelle dall’organizzazione del lavoro, e le aziende hanno preso la deroga e buttato nella spazzatura tutte le norme che vi erano come contrappeso. Non siamo più disponibili a firmare degli assegni in bianco alle pubbliche amministrazioni. E per dimostrarlo in modo concreto siamo passati a formalizzare a tutte le aziende sanitarie ed ospedaliere di Padova una diffida formale. Già spedita ai destinatari".

Gli fa eco il segretario territoriale, Fidenzio Parancola,  precisando:  “Abbiamo invitato le Amministrazioni  - nelle persone del legale rappresentante pro tempore, il direttore generale, e del direttore sanitario incaricato - a compiere tutte le azioni necessarie a garantire la salute, la sicurezza e l’integrità psicofisica dei lavoratori ed il rispetto dei diritti degli stessi, nonché il rispetto delle norme in materia di orari di lavoro, di riposi e di lavoro notturno  diffidandoli ad astenersi da qualsiasi comportamento pregiudizievole degli stessi diritti".

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