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Ordinanza anti-alcol, possibili ripensamenti per piazza Mazzini

Dopo l'estensione dell'area di divieto di vendita di alcolici, l'incontro tra l'assessore al Commercio di Padova Marta Dalla Vecchia e i rappresentanti dei commercianti che chiedono il ritiro del provvedimento

In seguito al diffuso malcontento tra i gestori di esercizi commerciali di Padova in merito all'estensione dell'ordinanza sindacale che dal 2 maggio ha ampliato su piazza Mazzini e via Avanzo la zona dove non si possono vendere per asporto bevande alcoliche, nè detenere bevande alcoliche per la vendita per asporto, si è tenuto lunedì un incontro tra l'assessore al Commercio Marta Dalla Vecchia e i rappresentanti delle associazioni di commercianti riconosciute dalla Regione e dal Cnel: il presidente dell’Ascom Patrizio Bertin, il responsabile della comunicazione Appe Massimo Galante e Mauro Cinefra funzionario di Confesercenti.

COMMERCIANTI: "IMMEDIATO RITIRO". I rappresentanti delle associazioni di categoria, pur condividendo con l’amministrazione comunale la necessità di individuare misure appropriate, finalizzate al miglioramento della qualità della vita nelle zone limitrofe alla Stazione ferroviaria ed a piazza Mazzini, hanno chiesto l’immediato ritiro dell’ordinanza firmata dal sindaco reggente Ivo Rossi. I partecipanti all’incontro, riconoscono, limitatamente alla zona della stazione ferroviaria, una effettiva efficacia delle misure messe in atto, che hanno già portato riflessi positivi, pur nella consapevolezza dei danni economici che si riverberano sulle attività commerciali a cui è fatto divieto di vendere alcolici per asporto.

"RIFLESSIONE" SU PIAZZA MAZZINI. Per quanto riguarda l’area di piazza Mazzini, l’amministrazione comunale si è detta pronta ad impegnarsi in una riflessione circa strumenti diversi, che tengano conto dei suggerimenti che verranno indicati dalle associazioni di categoria: "Eventuali futuri provvedimenti avranno il fine di salvaguardare al contempo l’esigenza di un maggiore ordine e decoro urbano, come chiesto a più riprese dai residenti delle zone interessate dall’ordinanza, e dall’altra eliminare o limitare al minimo gli eventuali mancati introiti per le attività commerciali delle realtà presenti nella zona no alcol".

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