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Sika al lavoro (foto scattata da Massimo Pistore)

Sika al lavoro (foto scattata da Massimo Pistore)

Street art al nuovo Orto botanico Continuità storica e rinnovamento

L'università di Padova ha coinvolto l'associazione Jeos nella realizzazione di due opere all'interno dei nuovi spazi. Alberto Parise, in arte Sika, sta lavorando su 2 pareti, in dialogo con la natura circostante

Dopo 450 anni di vita, l’Orto Botanico di Padova, già patrimonio Unesco, richiedeva un profondo rinnovamento per coniugare tradizione e apertura al futuro. L’università di Padova ha oggi realizzato un obiettivo ambizioso: la salvaguardia e la valorizzazione del sito esistente, da un lato; dall’altro, l’utilizzo di una nuova area di 15mila metri quadri, a sud dell’attuale Orto. L’Orto Botanico oggi concilia continuità storica, finalità didattiche e di ricerca, valori innovativi architettonici, ambientali e urbanistici. L’Università, seguendo questa logica di rinnovamento e ricerca, ha ritenuto che l’associazione Jeos potesse essere coinvolta nella creazione di due opere di street art all’interno dei nuovi spazi.

STREET ART. Si tratta di due pareti collocate nella zona delle serre, all’interno dei laboratori didattici, dove l’artista di street art Alberto Parise, in arte Sika, sta ultimando, in previsione dell’inaugurazione ufficiale del 15 settembre, due opere che dialogano in perfetta armonia con la preziosità del luogo. Due lavori di grande impatto emotivo che, per l’essenzialità del loro simbolismo, si possono definire due Haiku pittorici.

LE DUE OPERE. Sulla prima parete si staglia un paesaggio rarefatto e cromaticamente minimale, giocato sui toni caldi del marrone, che viene incorniciato da un albero di ciliegio in fiore. Gli spumeggianti fiori, dalle sfumature rosa, fanno vibrare di poesia l’opera. Il ciliegio, emblema della purezza, rappresenta anche il ciclo della vita che sempre si rigenera. Nella seconda parete Sika ha immaginato due grandi mani giunte da cui sgorga l’acqua. Un Haiku pittorico commovente, reso ancor più suggestivo dalla presenza fisica dell’acqua che si sente scrosciare e scorrere. L’elemento visivo in questo caso si sposa perfettamente con l’elemento sensoriale voluto dalla progettazione architettonica. A riconferma che il dialogo tra le arti è fondamentale e che è la natura l’opera d’arte più grande, a cui l’uomo deve rendere rispetto. E omaggio.

SIKA. Alberto Parise, in arte Sika, nasce a Marostica, in provincia di Vicenza, nel 1977. Studia fotografia all’istituto Riccardo Bauer di Milano. A Marostica prosegue il suo lavoro come fotografo di architettura e design. Dal ’94 inizia a usare gli spray nell'ambito del writing, fondendo progressivamente lo stile iperrealista della fotografia con l'aerosol art. Questa tecnica gli ha permesso nel tempo di trovare una forte sinergia con gli spazi dove realizzare l'opera (predilige infatti il lavoro site specific) stabilendo tra questi un dialogo, cercando di trasmettere sensazioni o provocare un cortocircuito in chi osserva. Ricercando sempre un modo semplice, ma elegante, per esprimere un'idea, con la convinzione che la semplicità sia il modo più diretto e veloce per arrivare al cuore delle persone.

JEOS. L’associazione Jeos si propone di svolgere attività di ricerca, promozione di iniziative e studi che affrontino i temi dell’arte contemporanea, elaborazione e realizzazione di progetti editoriali inerenti le materie indicate, sostenendo finanziariamente progetti culturali e formazione di giovani artisti che intendano specializzarsi in tale ambito.

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