rotate-mobile
Cronaca San Giuseppe

Costretto a pagare il "pizzo": commerciante denuncia i suoi aguzzini

Ieri 4 maggio nei guai sono finiti un italo brasiliano e la sua compagna padovana. Sono accusati di aver chiesto soldi, anche con le botte e pesanti minacce ad un esercente della zona di San Giuseppe

Piccole gocce, ma costanti che alla fine sono diventate un oceano. Non solo soldi, anche botte e minacce. Un incubo senza fine, andato avanti per diversi mesi fino a quando la vittima di estorsione, un commerciante padovano ha trovato il coraggio di rivolgersi in Questura e denunciare un incubo che ormai gli stava togliendo ogni forza. Sono stati così identificati ieri, 4 maggio, un uomo e una donna rispettivamente di 33 anni e 22. Il primo italo brasiliano e la seconda, la sua compagna, padovana.

Cosa è successo

Il titolare di un negozio nella zona San Giuseppe a Padova a partire dall'ottobre scorso ha cominciato a ricevere a cadenza quotidiana la visita di un uomo, appunto l'italo brasiliano, che senza troppi giri di parole gli chiedeva il "pizzo". Non grandi cifre, bastavano 30 massimo 50 euro, ma il problema era che quelle richieste diventavano sempre più frequenti. Fin dall'inizio la vittima è apparsa intenzionata a denunciare il suo personale dramma, ma ogni volta ha desistito per paura di mettere a repentaglio la sua vita. La svolta è arrivata a febbraio quanto l'esercente ha fermato un equipaggio della Questura e gli ha detto di essere vittima di estersione.

Il racconto della vittima

L'uomo ha raccontato ai poliziotti che praticamente ogni notte, non appena prendeva servizio, riceveva la visita di un uomo, un italo brasiliano. Quelle volte che la vittima si rifiutava di pagare, arrivavano le minacce e anche le botte. In più circostanze il commerciante è stato costretto anche a recarsi in ospedale. Dopo aver trovato il coraggio di raccontare tutto alla Polizia, è stata predisposta un'attività di monitoraggio che ha consentito agli agenti di identificare l'indagato. E' successo in una delle tante volte che l'italo brasiliano si è recato in negozio a chiedere il "pizzo". L'indagato di fronte alle legittime domande degli investigatori della Questura ha tergiversato riferendo di essere davanti al negozio per fare la spesa. Tuttavia è apparso anomalo il fatto che non avesse alcun euro nel portafogli per effettuare acquisti. A confermare i sospetti dei poliziotti è stata la stessa vittima che l'ha riconosciuto come l'autore delle continue estorsioni. Per chiudere il cerchio dell'attività investigativa, al negozio oggetto delle estorsioni si è presentata anche la compagna dell'italo brasiliano.

Il modus operandi della coppia

Ma a presentarsi presso il negozio è stata pure una donna, anche lei conosciuta di vista dalla vittima, che si è spacciata come la fidanzata dell'italo brasiliano. Anche lei ha chiesto insistentemente dei soldi, millantando problemi familiari e pretendendo ogni volta di fare 1a spesa gratis. Non contenta terrorizzava la vittima di eventuali ripercussioni. In un recentissimo episodio, l'indagato ha bloccato la porta di uscita dell'esercizio con il piede, impedendo alla vittima di uscire, minacciando di tagliagli le gomme dell'autovettura se non gli consegnava il denaro richiesto. Gli ha anche detto di "non fare il mona" perché 40 euro gli sarebbero costati meno che pagare un treno di gomme. L'ha poi minacciato pure di spaccare tutto con un piede di porco e di dare fuoco al locale, asserendo di non avere paura di niente e di nessuno neanche delle forze dell'ordine.

L'indagine

Le indagini portate avanti dagli investigatori della Squadra Mobile hanno permesso di riscontrare in pieno tutte le accuse avanzate. Innanzitutto è stata annotata in plurime occasioni la presenza dell'indagato in corrispondenza dell'esercizio. Sono state significative pure le informazioni testimoniali raccolte dal titolare di un esercizio posto in prossimità di quello della vittima, e la personalità violenta dell'indagato, ricostruita sulla base di quanto riferito dagli abitanti del quartiere. Personalità che lo stesso Gip ha definito "non meno che inquietante". Ritenendo condivisibili le articolate valutazioni espresse dalla Procura della Repubblica, anche in relazione al concreto  e grave pericolo di reiterazione dell'attività criminosa, il giudice ha applicato all'uomo la misura cautelare degli arresti domiciliari, prescrivendogli di non allontanarsi dal luogo dell'arresto senza autorizzazione ed imponendogli il divieto di comunicare con persone diverse da quelle che vivono con lui. Alla donna è stata invece emessa la misura restrittiva del divieto di avvicinamento, prescrivendole di non avvicinarsi a meno di 200 metri dalla persona offesa e comunque di comunicare con essa con qualsiasi mezzo.

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Costretto a pagare il "pizzo": commerciante denuncia i suoi aguzzini

PadovaOggi è in caricamento