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Martedì, 6 Dicembre 2022
Cronaca

«E' stata lei»: Mattia agonizzante aveva indicato chi lo aveva assassinato

L'omicidio di Montegrotto. Si è chiuso nel peggiore dei modi, con la confessione della fidanzata della vittima, Valentina Boscaro, un amore nato nelle fredde giornate di piazza tra dolciumi, gente in festa, musica e il rumore piacevole delle giostre in corsa. L'errore più grande, l'aver scambiato l'amore con il possesso. Adesso resta una tomba da piangere e una cella per riflettere su ciò che è stato e che non doveva essere

Il giallo di Abano forse si era chiuso ancora prima di aprirsi se è vero che pochi istanti prima di chiudere gli occhi Mattia avrebbe sussurrato ad un'automobilista in transito che ha dato l'allarme il nome del suo assassino. Chi ha commesso il delitto per qualche giorno ha provato ad arrampicarsi sugli specchi per evitare l'arresto, ma alla fine, giovedì mattina, ha capito che non c'era più margine per mentire e soprattutto ha capito che gli investigatori avevano in mano prove a suo carico che di fatto l'hanno incastrata.

Sangue del Sud, voglia di arrivare del Nord

Mattia Caruso aveva solo 30 anni. Sangue del Sud, grandi aspettative per la sua vita. Un modo di comportarsi sempre sopra le righe, un sorriso contagioso, un fisico scultoreo che non passa inosservato, ma anche un sentimento enorme, un bisogno di certezze, di persone di cui fidarsi, probabilmente anche un bisogno di amore. Quell'amore che ti spacca dentro, che ti fa ragionare per due, che ti porta a rinunce per gratificare l'altro. Mattia cercava l'anima gemella, la persona con cui crescere emotivamente e caratterialmente. 

Il sogno Valentina

Da qualche anno il suo sogno si chiamava Valentina Boscaro, di qualche mese più grande di lui. Una bella ragazza, eccentrica e probabilmente in grado di far tremare i polsi al compianto Mattia. La scelta di arrivare ad una convivenza è la dimostrazione di come, nonostante gli immancabili peccati di gioventù, ci fosse nella vittima la ricerca di un progetto di vita. Si sa a trent'anni si litiga, ci si scontra, c'è competizione, voglia di emergere. Tutte cose vissute e da vivere che solo la maturità affievolisce per dare spazio alla ragione, al sano confronto, alla crescita di coppia. 

Dalle carezze alla lama

Cercare di entrare nella psiche del presunto omicida di Mattia Caruso è un'impresa improba. Cosa può scattare nella testa di una donna che sceglie di spezzare ogni legame d'amore, di passione, di vita, nel modo più tragico possibile? Forse neppure lei, l'indagata, saprà rispondere a questa domanda. Il suo gesto, premeditato o d'impeto, sarà l'autorità giudiziaria a stabilirlo, ha distrutto due famiglie e ha portato via per sempre un giovane imprenditore con la grinta del ragazzo del Sud e la voglia di lavorare e guadagnare tipica del Veneto. 

Amore è libertà

Non c'è alcun litigio, alcuna incomprensione che non possa essere superata con il dialogo. La violenza porta a violenza. Il dolore è ora nei cuori di chi resta. Di chi dovrà andare al cimitero a portare un fiore e chi dovrà prenotare una visita alla Casa circondariale. Quanto accaduto domenica notte tra Mattia e Valentina non deve passare come un episodio isolato da dimenticare in fretta e furia. I giovani sono stanchi, hanno meno capacità di riflessione degli adulti e degli anziani. Il mondo, il progresso, i problemi quotidiani, gli portano via il sorriso, la riflessione, l'introspezione. 

Le priorità sbagliate

L'aspetto materiale della vita, i soldi, i vizi, i vestiti firmati e i viaggi diventano la priorità. Non c'è più tempo per pensare e soprattutto non si ha più voglia di ascoltare. Fare il pelo e il contropelo a questi due protagonisti di questa triste storia di inizio autunno sarebbe un gioco da ragazzi. Ma ieri, giorno del fermo dell'indiziato di reato, non si possono fare arringhe, la morale non viene ascoltata. Ci vuole più consapevolezza, più amore per le piccole cose, una maggiore coscienza della magia della vita, della sua precarietà. Solo così le debolezze diventeranno risorse, l'amore sarà solo un punto di partenza e non di arrivo e soprattutto non ci sarà più qualcuno o qualcosa che ci portino a privare del respiro una persona con la quale abbiamo riso, scherzato, abbiamo fatto l'amore, ci siamo scontrati e almeno una volta abbiamo anche sognato mano per la mano.

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