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Cronaca

Un protocollo d'intesa per contrastare i reati di stalking e violenza domestica

E' stato siglato oggi in Questura tra la cooperativa sociale Gruppo R e la Polizia di Stato. Consentirà di creare una vera e propria rete informativa mettendo a fattor comune le esperienze di diversi ambiti professionali

La cooperativa sociale Gruppo R e la Polizia di Stato hanno siglato un accordo per contrastare i reati di stalking e violenza domestica.

L'incontro

Il Protocollo d'Intesa è stato firmato oggi, 23 novembre, negli uffici della Questura davanti al questore Antonio Sbordone e l'amministratrice delegata della Cooperativa Emanuela Tacchetto. Obiettivo dichiarato è quello di potenziare l'attività di prevenzione contro la violenza di genere e il fenomeno degli atti persecutori. 

Il ruolo della Polizia

Gli agenti sono impegnati quotidianamente a rendere più efficace il sistema di prevenzione del ciclo della violenza di genere, predisponendo specifici provvedimenti quali l’ammonimento nei confronti dei responsabili di condotte persecutorie o violente e curando i rapporti con gli enti e le associazioni che ispirano la propria attività alla cultura della legalità e ai principi di protezione e tutela dei soggetti vulnerabili. 

Fare quadrato

Questo protocollo consentirà di creare una vera e propria rete informativa mettendo a fattor comune le esperienze di diversi ambiti professionali con la finalità di prevenire il fenomeno della violenza di genere attraverso la comunicazione e la sensibilizzazione della collettività, rafforzando la consapevolezza degli autori dei reati di stalking e di aggressioni in ambito domestico del disvalore sociale della propria condotta, supportandoli nello sforzo di eliminare la violenza ed i comportamenti di tipo ossessivo nella soluzione dei conflitti nei rapporti interpersonali.

Il questore

«Le strategie di contenimento del fenomeno della violenza di genere, o comunque perpetrata nell’ambito delle mura domestiche o delle relazioni affettive - ha detto il questore Antonio Sbordone - devono avere necessariamente carattere interdisciplinare. Le sanzioni penali ed i provvedimenti amministrativi, quali l’ammonimento, che pure stanno dimostrando importante efficacia, devono essere affiancati da un’azione concreta di supporto alle vittime e di trattamento educativo nei confronti del maltrattante affinché – in chiave preventiva - vengano individuati ed inertizzati i tratti della personalità che hanno caratterizzato le azioni violente».

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