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Cronaca Cave / Via Chiesanuova

Sangue sulle strade: la morte di Giorgio Violato poteva essere evitata

Dalla ricostruzione della Polizia locale di Padova coordinata dal pubblico ministero Andrea Girlando, nella notte tra il 28 e il 29 luglio tra via Chiesanuova e via Mazzini il motociclista si sarebbe scontrato contro una Mercedes che ha compiuto un'inversione ad "U"

Dalle indagini legate all'incidente mortale avvenuto tra via Chiesanuova e via Mazzini al confine tra Padova e Rubano nella notte tra venerdì e sabato scorso 29 luglio sono emersi nuovi dettagli che rendono ancora più dolorosa la vicenda. L'attività è coordinata dal pubblico ministero Andrea Girlando, dopo che la polizia locale di Padova ha effettuato i rilievi. Ebbene, Giorgio Violato di 35 anni, residente a Villaguattera di Rubano sarebbe finito con la sua Ducati Monster contro la Mercedes 200e condotta da P.E. moldava di 43 anni residente a Lecco, dopo che quest'ultima pochi minuti dopo mezzanotte si sarebbe resa protagonista di una inversione ad U che di fatto non ha lasciato scampo al motociclista. 

La dinamica

Giorgio Violato stava procedendo da Padova verso casa. Ad un tratto la sua moto è andata a schiantarsi contro la Mercedes della cittadina moldava. Dalla ricostruzione la donna si trovava parcheggiata sul ciglio della strada nel lato che rimane sotto il comune di Padova. Poi la scelta di compiere la manovra azzardata. Forse la donna aveva capito di aver sbagliato strada e voleva prendere la corsia giusta per giungere a destinazione. Una leggerezza che di fatto è costata la vita di un uomo. La conducente, risultata negativa all'alcoltest, dovrà ora rispondere all'autorità giudiziaria dell'accusa di omicidio stradale. 

Chi era la vittima

Il trentacinquenne era appassionato di sport. Militava nell'associazione sportiva Tamburello di Padova. Da tredici anni lavorava ala Fip di Selvazzano con il ruolo di project manager. Proprio in virtù di questo lavoro dopo aver vissuto la prima parte della sua vita ad Albignasego, aveva deciso di avvicinarsi al posto di lavoro trasferendosi a Villaguattera. Chi lo conosceva lo dipinge come una persona prudente, che adorava la sua moto, ma prima di venerdì notte non era mai incappato in situazioni di pericolo. Ora resta il dolore di chi l'ha amato e apprezzato e la consapevolezza che l'ennesima tragedia della strada poteva essere evitata. 

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