Martedì, 18 Maggio 2021
Cronaca

Polso "bionico", dopo anni di dolori 60enne padovana ritrova la pace

Un'artrite reumatoide che nessuna fisioterapia era riuscita a curare. La donna è stata operata nell'ospedale di Chioggia al reparto di Ortopedia del primario Ferrari. La tecnica innovativa: una protesi in titanio

L'équipe di Ortopedia dell'ospedale di Chioggia

Conviveva da anni con quei dolori lancinanti e cronici al polso, che non le davano tregua e che nessuna fisioterapia era riuscita ad alleggerire. La donna, 60enne padovana, è stata visitata da diversi medici e specialisti, fino all'arrivo al reparto di Ortopedia dell'ospedale di Chioggia, dove un intervento innovativo le ha cambiato la vita.

STOP AI DOLORI. Da anni soffriva di forti dolori al polso destro e, man mano che il tempo passava, faceva sempre più fatica a muoverlo. Dopo un lungo peregrinare, la signora è giunta a Chioggia dove è stata operata dal primario di Ortopedia Gian Paolo Ferrari con una tecnica innovativa, impiegata in pochissimi centri specializzati del Veneto. Oggi la signora non ha più dolori e, grazie alla fisioterapia che sta eseguendo regolarmente, riprenderà in buona parte il movimento naturale del polso, che oggi è composto da una protesi in titanio.

ANNI DI DOLORI. “Abbiamo operato la signora un paio di mesi fa – ha spiegato Ferrari, esperto della chirurgia dell’arto superiore – era giunta da noi con una gravissima artrosi al polso causata da una rara malattia degenerativa (artrite reumatoide) che, col trascorrere del tempo, le avrebbe compromesso del tutto la mobilità”. Era da diversi anni che la signora conviveva con un dolore cronico che era stata la causa anche di una sofferenza dal punto di vista psicologico. Alternava gli antidolorifici con la fisioterapia, ma senza trarne risultati confortanti. Poi, grazie “al passa parola”, è arrivata nel reparto clodiense di Ortopedia dove il primario le ha proposto un intervento chirurgico con cui le sarebbe stato sostituito il polso naturale con una protesi.

L'OPERAZIONE. “Sono casi rari – ha ricordato Ferrari – ne vedo pochi all’anno, ma si tratta sempre di persone che necessitano di una risposta e di una soluzione al loro problema”. L’intervento è durato un paio di ore, è stato sufficiente sedare la paziente e addormentare solo l’arto superiore. Dopo pochi giorni la signora è rientrata a casa e ha iniziato la rieducazione al movimento con l’aiuto di un fisioterapista.

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