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Diagnosi inadeguate, architetto resta paralizzato: condannati tre medici

Tre medici veneziani sono stati condannati a un anno e dovranno risarcire il 66enne padovano che dal 2013 è rimasto paralizzato alle gambe dopo una serie di analisi errate

Una condanna a un anno e 320mila euro di provvisionale esecutiva. Lo ha stabilito il tribunale di Venezia nei confronti di tre specialisti accusati di lesioni colpose gravi nei confronti di un padovano di 66 anni.

La diagnosi

Era il 2 agosto 2013 quando l'uomo, di professione architetto, si presentò al pronto soccorso di Jesolo lamentando dolori alla schiena. Un ematoma gli stava comprimendo in modo drammatico la spina dorsale, ma nessuno dei medici che lo ha visitato avrebbe riconosciuto il problema. Fausto De Ferra, all'epoca dirigente medico all'ospedale di Jesolo, Lorenza Glorioso, dirigente medico all'ospedale di San Donà e Federica Orlando, medico di Neurologia dello stesso nosocomio, durante una serie di visite distinte non sono stati in gradi di produrre una corretta diagnosi. Un insieme di ritardi, passaggi in vari reparti e controlli inadeguati che hanno avuto come conseguenza una lesione permanente del midollo spinale, che ha comportato la completa paralisi dal bacino in giù.

La condanna

Paralizzato e costretto a cure continue, il 66enne aveva citato in giudizio i medici. Difeso dall'avvocato Carlo Bermone con i familiari che si sono costituiti parte civile, aveva ottenuto dal pubblico ministero la richiesta di condanna a un anno e quattro mesi e di oltre 2 milioni di risarcimento nei confronti dei tre imputati. Richieste in parte accolte, come testimonia la sentenza emessa lunedì.

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