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Parcheggi carico e scarico, si cambia: niente più sosta per le auto private dopo le ore 15

Anche nelle aree con le strisce bianche, il provvedimento della giunta Giordani ha scatenato polemiche. Bertin (Ascom): “Solerzia sospetti, ora il Comune attivi i parcheggi sotterranei”

Siete tra i “parcheggiatori seriali” che sfruttano ogni varco possibile ed immaginabile in centro a Padova per lasciare la macchina? Allora fate attenzione, perché per voi c’è una brutta sorpresa: a partire da martedì 12 giugno non sarà più possibile sostare dopo le ore 15 anche nelle aree di carico e scarico delimitate dalle strisce bianche.

"Trasporto privato sotto tiro"

Un cambio deciso dalla giunta Giordani con un provvedimento che ha cancellato con un colpo di spugna quanto aveva istituito l’allora assessore alla mobilità Stefano Grigoletto all’epoca dell’amministrazione Bitonci. Ed è una decisione che ha subito sollevato un vespaio di polemiche: tra i primi ad alzare gli scudi è stato Patrizio Bertin, presidente dell’Ascom, che nei giorni scorsi si era lamentato a nome dell’associazione per il ‘parcheggio selvaggio’ dei furgoni che assegnano le consegne. “Non mi pare, però, che avessimo chiesto di ridurre i parcheggi”, puntualizza Bertin. Il quale poi passa all’attacco: “A questo punto, visto che qualsiasi occasione è buona per dare addosso al trasporto privato, cosa per noi inaccettabile, chiediamo che il Comune, con la stessa velocità con cui ha realizzato il colpo di mano, attivi i parcheggi sotterranei alle Porte Contarine e quelli alle Tre Torri in piazza Salvemini, altrimenti la solerzia con cui ha ripristinato ad uso esclusivo del carico e scarico i parcheggi ad uso doppio risulta sospetta”.

“Parcheggio non equivale a inquinamento”

La doppia velocità, in altri termini, non convince il presidente dell’Ascom: “L’amministrazione municipale deve affrancarsi dal concetto che parcheggio equivalga ad inquinamento. Noi, come abbiamo osservato più volte, siamo di parere esattamente contrario: parcheggi significa accesso alla città e accesso alla città significa vivibilità, lotta al degrado, sviluppo economico e occupazione, ma soprattutto significa evitare che nel tentativo di trovare un posto macchina gli automobilisti girino intorno, in questo caso sì contribuendo ad aumentare l’inquinamento”. Infine Patrizio Bertin ‘lancia’ una raccomandazione: “L’amministrazione non deve trasformare le nostre disponibilità in occasioni per introdurre, surrettiziamente, limitazioni che finiscono per danneggiare non solo il commercio ma anche il turismo della nostra città”.

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