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Piazza del Santo

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Ragazza tunisina cacciata dal bar, il titolare: "Lasciatemi lavorare"

In un bar di fronte al Santo due ragazze tunisine, una giornalista, l'altra parlamentare, sono state cacciate perché non avevano ordinato abbastanza e stavano parlando di politica. Il barista ora chiede di lavorare tranquillo

Scoppia il caso in un bar di fronte la Basilica del Santo.

IL FATTO. Come scrive il Mattino due ragazze di origine di tunisina Leila El Houssi, docente di Sociologia a Padova e giornalista per Yalla Italia e Imen Bem Mohamed, neo eletta per il partito Ennadha sono state cacciate dal titolare del bar, il signor Borsetto, per “aver consumato poco” e “perché stavano parlando di politica (tunisina)" argomento a quanto pare non apprezzato dallo stesso esercente.

PRO O CONTRO. L’argomento ha già fatto il giro del web, complice anche il lavoro della stessa Leila, e già c’è chi si divide fra colpevolisti e innocentisti. Da una parte, infatti, c’è chi critica il barista, tacciandolo di razzismo, e parla di una città intollerante. Dall’altra c’è chi si domanda cosa sarebbe accaduto se la ragazza cacciata fosse stata italiana e senza velo, come del resto, aggiungono, capita spesso a chi disturba.


"LASCIATEMI LAVORARE TRANQUILLO". Insomma un caso che rischia di diventare diplomatico ma il barista dal canto suo si trincera dietro un no comment chiede solo “di essere lasciato in pace e continuare a lavorare serenamente”.

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