Lunedì, 15 Luglio 2024
Cronaca

Le parti civili contro Valentina Boscaro: «Continua a mentire»

La legale Francesca Betto: «Cavalcare l’onda della violenza di genere e accomunare la condizione della Boscaro a quella di tutte le donne che ne sono vittime e che giornalmente si confrontano con la propria  totale incapacità di  liberarsi da quella violenza, è a dir poco fuorviante»

«Nell’omicidio di Mattia Caruso, cavalcare l’onda della violenza di genere e accomunare  la condizione della Boscaro a  quella di tutte le  donne che ne sono vittime e che giornalmente si confrontano con la propria  totale incapacità di  liberarsi da quella violenza, è a dir poco fuorviante». L'avvocato Francesca Betto ha preso la parola poco prima di mezzogiorno, dopo che Valentina Boscaro aveva già letto la sua dichiarazione spontanea e dopo che il procuratore Antonio De Lorenzi aveva di fatto contestato le sue affermazioni nell'aula bunker di Mestre dove si sta svolgendo il processo di appello nei confronti di Valentina Boscaro. La donna è stata condannata in primo grado a 24 anni di reclusione per l'omicidio di Mattia Caruso avvenuto il 25 settembre del 2022. La difesa punta molto sul fatto che la donna fosse impaurita e vittima di vessazione da parte di Mattia Caruso. Una versione alla quale non credono né l'avvocata Francesca Betto e neppure la collega Anna Desiderio. Boscaro mette in discussione anche che ci fosse una relazione di coppia.

Per dimostrare che invece c'era, la legale della famiglia di Mattia Caruso ha letto una serie di conversazioni per dimostrare che tra i due ci fosse eccome una relazione sentimentale, magari sui generis, ma c'era. «C'è un problema di attendibilità rispetto a quello che racconta questa donna. Chi è Valentina Boscaro si può evincere da dei dati oggettivi. E' una rea confessa anche se la confessione è gestita con scaltrezza e mira in realtà a constuirsi una difesa. E' una confessione strumentale la sua. E' una calunniatrice, come dimostra anche la vicenda della calunnia nei confronti di Manara. Era stato individuato da Boscaro come colui che aveva commesso l'assasinio di Mattia. Ha calunniato anche la famiglia di Mattia, dando loro dei mafiosi solo perché vengono dal sud, quindi alimentando pure pregiudizi. E calunnia perfino il padre della figlia, al quale ha creato un sacco di problemi solo per portargli via la figlia e lo accusa di cose mai commesse e che però dovrà dimostrare», dichiara la legale. 

«Perfino la madre di lei riconosce, parlandole in caserma, che le piace un certo tipo di ragazzi. E' una donna che non ha paura di frequentare piattaforme di incontri. E' scaltra, cosa che ha riconosciuto anche la corte nel processo di primo grado. E il movente dell'omicidio ce lo spiega proprio la madre che parlando con lei le dice che ha dentro una rabbia incontrollabile», insiste la legale di parte civile, l'avvocato Betto. «L'esame della Boscaro è pieno di contraddizioni e di omissioni. Dice peste e corna di Mattia ma non si comporta in maniera tanto diversa. Anche lei lo controlla con un sacco di messaggi, gli chiede dov'è, cosa fa ecc...sono numerosi poi i messaggi in cui lei lo accusa di essere un traditore», spiega Betto. 

Chiarire che la relazione affettiva, seppure malata, ci fosse, è decisivo per le legali di parte civile. «L’imputata nel corso della propria relazione affettiva con la vittima, ha sempre avuto la possibilità di liberarsi  di Mattia, facendolo anche, più volte  nella fase di scarto, per poi riprenderlo a piacimento così come fece dopo Germanà, dopo Ronny, dopo l’indiano, dopo il venditore di auto; senza mai nascondere a Mattia  il fatto di cercare e ottenere relazioni sessuali con altri uomini su tinder o cercandoli in facebook tra i suoi contatti e soprattutto senza temere alcuna reazione-ritorsione da parte di lui anzi  provocandolo e sfidandolo sempre sull’argomento (tradimento) per umiliarlo come uomo e come compagno». 

La legale Anna Desiderio parla della credibilità dell'imputata: «Sono passati diversi mesi dal primo giudizio. Durante l'esame dibattimentale si vede con evidenza come lo ha preparato. Ha confezionato un rapporto preciso, presentando episodi in cui sapeva che poteva trovare riferimenti ai dialoghi nelle chat. La verità storica degli episodi che lei cita annega nella falsità totale del senso complessivo della narrazione che Valentina Boscaro ha inteso proporre sia in dibattimento che oggi. Racconta di aver vissuto un inferno che si è concluso con la pugnalata al cuore. Una relazione da cui non poteva uscire, secondo lei. Il punto è che il senso complessivo del rapporto è completamente falso. Se le si legge con pazienza tutte, le chat, e non si estrapola un singolo episodio, si evince che c'è una repricocità tra i due e che lei ha sempre goduto della sua libertà». 

«La vicenda di Germanà - il cugino di Mattia con cui avvia una relazione, n.d.r. -  lo dimostra, visto che per liberarsi di lui si fidanza con il cugino pregiudicato. Lei parla di famiglie mafiose e del fatto che anche se lui stava in carcere le sarebbe garantita una certa protezione. Poi però torna da Mattia Caruso per chiedergli di tornare da lei. Lui per la prima e unica volta, resiste. E' l'unico momento in cui non la vuole vedere ma lei torna alla carica, tanto che questa volta non riesce a resistere», ribadisce Desiderio.  «Quello che ha dichiarato Valentina Boscaro è assolutamente falso. Ha scelto lei di tornare con Mattia Caruso e lo ha fatto liberamente. Valentina Boscaro non è una donna abusata e maltrattata come lei vuole far credere».

Si torna poi ad analizzare quanto avvenuto la sera del delitto. «Il ritratto dell'ultima serata di Mattia ci è ormai chiaro anche grazie a tesimonianze e filmati. E quella sera è la sintesi del loro rapporto. Entrambi gelosi e possessivi, litigano e se la prendono per gli stessi motivi. Poi salgono autonomamente in macchina, nessuno ha costretto l'altro. E' un omicidio volontario con un colpo così preciso e chirurgico che Boscaro sostiene di averlo colpito con la mano sinistra, ma il gesto mimato dall'imputata è assolutamente innaturale. Se lo ha colpito con la sinistra il colpo deve allora essere ancora più violento, anche se come ha spiegato bene la collega Betto questo non può essere. Mattia Caruso riceve il colpo senza reagire, senza provare neppure a difendersi». Anche l'avvocata Desiderio è dello stesso parere della collega Betto, riguardo le motivazioni che hanno spinto la giovane ha compiere l'accoltellamento. «Io credo che le motivazioni del gesto di Valentina Boscaro vadano riconosciute in quella che è la sua indole. Sono state la sua frustrazione e la sua rabbia ad armare la sua mano». In chiusura l'avvocato Desiderio torna sulla vicenda della calunnia. Evidenziando come con il già citato Giovanni Malari siano arrivati a una mediazione con risarcimento. «Non esiste solo il risarcimento in denaro. Questa mattina tardivamente e troppo pubblicamente, nelle dichiarazioni spontanee che ha reso ha continuato ad accusare Mattia Caruso, pur dicendosi dispiaciuta di quanto accaduto. La famiglia di Mattia Caruso ha dovuto sentirsi definire mafiosa e altre cose gravi delle quali neppure oggi si è scusata, anzi al contrario. Anche questo è calunniare»

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