Pfas, l'acqua di Etra è sicura: controllati oltre 1500 campioni tutti risultati negativi

Attivi 8 monitoraggi straordinari. Tutte le analisi effettuate, anche le più recenti, confermano che l’acqua erogata da Etra rispetta tutti gli standard qualitativi previsti

Allarme PFAS ancora alto in una vasta parte del territorio veneto, che, però, non coinvolge le falde acquifere utilizzate da Etra per l’alimentazione dell’acquedotto: è stata infatti individuata come sorgente principale del fenomeno un’azienda situata in un’area il cui acquifero non ha connessioni idrologiche/idrauliche con le falde del bacino di Etra.

La preoccupazione

Nonostante questo preoccupante fenomeno di inquinamento non coinvolga le fonti di approvvigionamento idrico di Etra, la Società prosegue nella sua operazione trasparenza: nell’ambito del Piano di Sicurezza Acquedotto ogni anno vengono controllati oltre 1500 campioni, alle fonti, all’uscita degli impianti di potabilizzazione, nei serbatoi di accumulo e lungo le reti di distribuzione. Inoltre sono in essere 8 monitoraggi straordinari per situazioni specifiche, tra cui quello dei PFAS. Tutte le analisi effettuate, anche le più recenti, confermano che l’acqua erogata da Etra rispetta tutti gli standard qualitativi previsti dalle vigenti normative (inclusa quella sui PFAS) sulle acque destinate al consumo umano.

La sicurezza

“Le informazioni tecniche generali sulla sicurezza dell’acqua erogata da Etra – spiega il Presidente del Consiglio di Gestione Andrea Levorato - sono sempre disponibili al pubblico sul nostro sito: è un’acqua ottima e potabile, le cui fonti di captazione sono sotto costante monitoraggio”. Il Piano di Sicurezza Acquedotto è sviluppato per l’intero sistema gestito (40 sorgenti, 250 serbatoi, 90 pozzi, 100 impianti di rilancio, 38 di disinfezione, 3 centrali di potabilizzazione). L’analisi del rischio viene operata su ogni fase della rete, dalla captazione all’accumulo, dalla potabilizzazione alla distribuzione capillare. Il piano prevede le azioni preventive, di controllo e di verifica attuate per garantire la qualità dell’acqua erogata. Il piano di monitoraggio analitico (43.000 parametri anno per il 2017) è parte del più ampio piano di sicurezza e rientra tra le azioni di verifica insieme ai controlli analitici e ispettivi da parte delle ULSS del territorio, verifiche ispettive e analisi dei dati a sistema (anche su segnalazioni degli utenti).

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