Investimenti e diversificazione con il piano industriale 2016/18 di Etra

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PadovaOggi

Obiettivi chiari e solide strategie per raggiungerli: il nuovo Piano Industriale di Etra è il primo realizzato dalla multiutility veneta a totale proprietà pubblica, che gestisce il Servizio Idrico e il Servizio di Raccolta rifiuti nel bacino del fiume Brenta, dall'altopiano di Asiago ai colli Euganei, comprendendo il Bassanese, l'Alta Padovana e la cintura urbana di Padova.

Il Piano Industriale 2016-2018, presentato ai 75 Comuni soci nei mesi scorsi, oggi al vaglio delle loro osservazioni, analizza il contesto e l'attuale posizionamento della società in termini realistici: ne emerge una realtà solida ed efficiente, capace di rafforzarsi e anche di diversificare, toccando diverse aree di business.

Terzo operatore in Veneto nell'Idrico, quarto nel Servizio Rifiuti, oggi Etra è un gruppo che comprende cinque aziende partecipate e due controllate.

"Abbiamo progetti precisi e idee chiare su come renderli esecutivi - spiega il presidente del Consiglio di Gestione di Etra, Andrea Levorato - rispondendo alle aspettative di soci e stakeholder. Nel Piano Industriale dimostriamo come le nostre strategie competitive siano estremamente attendibili e come raggiungeremo i risultati attesi".

Se dal 2006 al 2014 sono stati realizzati 317 milioni di investimenti, le cifre del prossimo triennio sono molto più ambiziose: "Metteremo in esercizio opere per 129 milioni nel Servizio Idrico, soprattutto per potenziare e ampliare impianti di depurazione e reti di fognature - continua Levorato - reinvestendo oltre il 50% delle tariffe incassate e mirando all'aumento delle utenze".

Ben 10 milioni gli investimenti previsti nel Servizio Rifiuti, dove l'obiettivo del 70% nella raccolta differenziata (previsto dal pacchetto ambientale europeo) è già stato raggiunto da Etra, che ora si pone il target del 76%.
La strada già intrapresa è quella della standardizzazione del servizio, con la tariffa a corrispettivo, con sistemi di raccolta puntuale.

Sul piano economico-finanziario, si prevede un aumento dei ricavi fino a 195 milioni nel 2018, con un valore aggiunto distribuito sul territorio che sfiorerà i 100 milioni di euro.
Questione aperta ed oggi attualissima nel settore delle multiutility, quella dei processi aggregativi: Etra, comunque, non potrebbe venir meno alle garanzie di requisiti come una proprietà saldamente pubblica, l'appartenenza territoriale o benefici di carattere industriale come le economie di scala, senza dimenticare la trasparenza nella gestione "che è stato il nostro cavallo di battaglia - evidenzia Levorato - fin dal giorno dell'insediamento".
Efficienza e qualità sul piano delle regole, ampia apertura sul piano creditizio, sinergie industriali e di processo, solidità del quadro normativo: il futuro di Etra è nella capacità di innovare e diversificare, nel segno di sicurezza, efficienza e sostenibilità.

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